La sconfitta di settimana scorsa contro l’Atalanta non solo ha sancito la perdita di tre punti fondamentali in ottica Champions League per la Juventus, ma ha provocato due infortuni: quello di Weston McKennie e quello di Federico Chiesa. Se per il primo non sono state evidenziate lesioni muscolari e potrà tornare ad aggregarsi al gruppo a breve, il discorso cambia drasticamente per il figlio d’arte. Gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione al bicipite femorale, che lo terrà fuori fino al 2022. Un infortunio pesante per i bianconeri, che perdono per un mese – se va bene – di partite uno dei suoi giocatori più talentuosi. Ma andiamo a capire come Max Allegri può sopperire all’assenza del suo numero 22.

Contro la Salernitana martedì il tecnico livornese ha schierato un 4-2-3-1 molto più delineato rispetto ai mascherati 4-4-2 che hanno contraddistinto l’inizio di stagione della Juve. A fare da pendolino tattico è stato Federico Bernardeschi, molto più esterno di Adrien Rabiot, impalpabile fino a questo momento. Quando si perde un giocatore importante, in questo caso Chiesa, ci sono solo contro che pro. Ma, analizzando il modo di giocare della Juve allegriana 2.0, ci possono essere scorciatoie diverse. L’ex Fiorentina lo conosciamo; ama partire con i piedi sulla linea della rimessa per poi prendere palla e puntare l’uomo. In alternativa, nel caso non l’avesse, si butta dentro a velocità supersonica; ed è quello che un po’ gli ha rimproverato Allegri in qualche occasione. Non scappare sempre ma venire anche a dialogare.

Non facendo parte del DNA di Chiesa, quello di venire a palleggiare sulla trequarti avversaria, il compito potrebbe ricadere proprio su Federico Bernardeschi, il fedelissimo di Max, molto più disciplinato dell’altro Federico. Prendendo in considerazione l’ultimo match contro la Salernitana, abbiamo potuto notare come i tre dietro la punta (Dybala-Bernardeschi e Kulusevski) erano dei veri e propri trequartisti, venendo dentro il campo in fase di palleggio in modo da lasciare le praterie a Cuadrado da una parte e Pellegrini dall’altra.

UN NUOVO MODO DI COSTRUIRE

Il gol di Dybala, infatti, ha rappresentato la fotografia del nuovo(?) modo di attaccare della Juve. Fraseggio centrale, uno-due con Kulusevski e sinistro forte all’angolo. Ecco, l’impressione è che a costo di perdere un giocatore in grado di saltare l’uomo e creare scompiglio in campo aperto, la Juventus ci giovi dando maggiore qualità alla sua manovra offensiva. Per adesso rimane solo un’impressione; la partita contro l’ultima della classe va presa con le pinze, ma solo la continuità di rendimento può confermare questa teoria.

Inoltre, la non presenza di Federico Chiesa ha portato la squadra bianconera a impostare l’azione in una maniera mai vista prima. Sempre in relazione al match contro i campani, si veniva a creare una sorta di rombo tra i due mediani e i due difensori centrali. Locatelli che arretrava mettendosi in mezzo tra De Ligt e Chiellini; il primo largo a destra e il secondo largo a sinistra a fargli da braccetto, con Bentancur che giocava esattamente davanti al 27. Uno stile di costruire che si avvicina molto a quello del Milan di Stefano Pioli, con i terzini altissimi e uno dei due mediani che arretra per iniziare l’azione. Infatti, facendo così, Locatelli ha toccato ben 133 palloni e Bentancur 137; decisamente un record.

A giovarne di più è stato Paulo Dybala, libero da vincoli tattici e abile nel legare i reparti con pulizia tecnica. La Salernitana, malgrado il suo 5-3-2, ha costantemente ballato dentro al rombo di superiorità numerica che creava la squadra di Allegri. Per caratteristiche, il 4-2-3-1 è il modulo che si sposa al meglio coni giocatori bianconeri. Anche Dejan Kulusevski che fino adesso è stato un tabù tattico, ha ritrovato fiducia in quella posizione da esterno destro che a Parma lo fece esplodere. E tenerlo fuori per far giocare un Rabiot adattato tutta fascia sulla corsia opposta, sinceramente, pare solo un azzardo. La soluzione di una Juve senza Chiesa esiste e Max ce l’ha sotto gli occhi: 4-2-3-1 a variabilità assicurata in 3-1-5-1 quando si attacca e in 4-4-2 quando si difende. Vedremo se basterà questo per svoltare la stagione bianconera.

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