zaniolo ginocchio

La Roma ha scoperto Felix Afena-Gyan e se lo gode. Il ragazzo, che ha ricevuto le scarpe promesse da “papà” Mourinho è il lato giovane e fresco del rilancio giallorosso, dopo la vittoria per 2-0 propiziata dai due gol del ghanese. Dato che lo sport nazionale della piazza romana è, per non essere volgare, rompere le… uova nel paniere, la felicità della vittoria ha subito lasciato il posto alla presunta crisi tra Zaniolo e Mourinho. Un non ben definito malumore che attanaglierebbe il pupillo giallorosso, contrariato da due panchine di seguito. Chi lo dice? Tutti tranne i diretti interessati, che nel frattempo si incontrano regolarmente a Trigoria con Zaniolo che fa il suo lavoro, cioè cercare di giocare a pallone e conquistare la fiducia del mister, e Mourinho che fa il suo, cioè cercare di mettere in campo la miglior formazione possibile. Questo articolo in fondo potrebbe finire qui, ma andiamo invece a sviscerare l’unica verità di cui abbiamo certezze, cioè quello che vediamo con i nostri occhi, possibilmente tappandoci le orecchie.

Prima considerazione: Nicolò Zaniolo ha giocato tutte le partite possibili, tutte partendo da titolare, da quando Mourinho è diventato allenatore della Roma alla gara di Venezia. L’esclusione, secondo quello che vediamo noi che non abbiamo “fonti”, è dovuta ad un semplice fattore: il cambio di modulo. La Roma ha dovuto rinunciare agli esterni per giocare a tre, a fronte della clamorosa defezione di tutti e tre i terzini sinistri a disposizione. Mourinho ha optato per la difesa a tre, due esterni che si fanno tutta la fascia, due mediani davanti alla difesa, un trequartista e due punte di ruolo. Gli esterni offensivi, Zaniolo come Carles Perez, sono stati penalizzati da questa opzione tattica. Del resto El Shaarawy ha accettato il sacrificio e corre per quattro, Karsdorp rende meglio con dietro qualcuno che lo copre quando sale: Mourinho ha fatto di necessità virtù e adesso, trovato l’equilibrio potrebbe rimanere così.

Raccogliamo una freccia di chi proprio non ci vuole stare. Zaniolo sa fare il trequartista, perché allora Mkhitaryan? La risposta è nell’interpretazione del ruolo: Mkhitaryan sa rinculare molto bene sulla linea di centrocampo e assicura maggiore copertura di Zaniolo, la mobilità dell’armeno tra le linee svincola anche Pellegrini che può permettersi qualche sortita offensiva in più. Il numero 22 giallorosso è meno propenso a questo genere di sacrificio (per ora) e, con El Shaarawy esterno la Roma avrebbe troppi uomini d’attacco. La musica potrebbe cambiare con il rientro di Spinazzola, che potrebbe garantire una reale copertura fino alla linea di difesa, consentendo un uomo maggiormente offensivo sulla trequarti.

“Si potrebbe pensare a un Zaniolo centravanti! Meglio di Shemocoso lì…” Potrebbe rispondere chi proprio ma proprio non sa a cos’altro pensare e si sente decisamente superiore a Mourinho nel fare determinate scelte. Parliamone. Zaniolo può attaccare lo spazio come sa fare Shomurodov? No. Zaniolo potrebbe fare la seconda punta a supporto di Abraham. Il problema è che già Abraham svaria molto e si sacrifica per indole anglosassone, se Zaniolo fa la stessa cosa chi va a “riempire l’area di rigore”? Nessuno. Ecco perché Shomurodov, ed ecco perché Felix a Genova e Venezia. Il giovane ghanese ha la capacità di “sfondare” la linea difensiva, di attaccare la profondità come una mitraglia con naturalezza innata e poi, soprattutto, vede la porta.

Detto questo: Mourinho è il primo che ha sempre creduto in Zaniolo schierandolo titolare tutte le volte che ha potuto fino al cambio di modulo. Zaniolo ha risposto discretamente sul campo, giocando ottime partite e altre in cui si è un po’ immalinconito. Il tecnico portoghese non guarda in faccia a nessuno, questo si è ampiamente capito, e ragiona soltanto per l’obiettivo che lo fa stare bene fisicamente, cioè vincere.

Una domanda adesso me la faccio io. Zaniolo è superiore, per valori assoluti, ai sopracitati Felix, Shomurodov e Mkhitaryan? Certo che sì, ma mi rispondo anche che gli altri, in questo momento, sono più funzionali. Una differenza abissale, che può essere riassunta nella frase di Crujff: “Io sono sempre stato il migliore nelle squadre in cui ho giocato, ma state certi che il terzino destro, nel suo ruolo, era migliore di me.”

Questo non vuol dire che Zaniolo non possa diventare funzionale ed ormai sia ai margini della rosa come qualcuno vuol far credere (del resto di qualcosa bisognerà pur parlare), tutt’altro. Zaniolo può e deve tornare ad essere uno dei punti di riferimento della Roma. Questa è un analisi/opinione tattica, scevra da condizionamenti e senza inventare cose che arrivano da fonti, che arrivano da voci, che arrivano da dentro Trigoria. Il famoso gioco del passaparola che fa arrivare all’ultimo della fila una realtà completamente distorta.

Una cosa da dire però c’è: da quando è esploso, Zaniolo attira su di se un attenzione mediatica impressionante ed esagerata. Ha avuto due operazioni chirurgiche, è nelle mani del miglior tecnico possibile per crescere come calciatore e come uomo, lasciatelo in pace.