roma felix

Nella melassa di problematiche stanno attanagliando la Roma di Mou, Genova poteva essere una trasferta molto insidiosa. I rossoblù erano il prototipo ideale della squadra da non incontrare per risalire la china: cosa c’è di peggio del non sapere come gioca l’avversaria per via di un cambio di allenatore, e che nome Shevchenko, davanti a un pubblico entusiasta per il cambio di proprietà, che da par suo brinderebbe a cozze e champagne se vincesse la prima con una delle “big”?

I presupposti ambientali per il tracollo mediatico c’erano tutti, con l’aggravante del Mourinho incattivito in conferenza stampa e addirittura Nicolò Zaniolo in panchina in nome di un cambio di modulo forzato dall’assenza dei terzini sinistri. Roba da epica radiofonica che avrebbe dato da mangiare a molti per almeno un paio di mesi e invece…

E invece è successo che l’unica cosa certa del Genoa è rimasta tale, cioè la sua pochezza, che Shevchenko non gioca (per fortuna) e che in panchina non può fare miracoli. Poi è successo anche che la Roma ha dominato la partita, sprecando l’inverosimile con i due attaccanti e con un Mkitharyan versione deluxe, rivitalizzato dalla posizione che, in fondo, lo aveva esaltato anche l’anno scorso: più centrale e più libero di svariare senza troppi obblighi.

Alla fine, è successo anche che Mourinho, che è un fuoriclasse della panchina (lui sì, senza se e senza ma), abbia indovinato il cambio inserendo ancora una volta Felix, per le sue caratteristiche tecniche e tattiche e non per il nome che porta dietro la maglia. Il ragazzo, dopo due partite e un totale di una cinquantina di minuti accumulati in precedenza, gli ha fatto vincere una partita che meritava di vincere e ha rimesso la Roma nel novero delle squadre che lottano per un posto al sole della Champions.

Felix è entrato con il piglio giusto e ha fatto quello che una punta deve fare, cioè segnare. Il primo gol, su un campo bagnato e colpendo in controtempo senza neanche un tocco per aggiustarsi il pallone, ha lasciato intravedere qualcosa di folgorante. Felix, completamente esaltato ed in fiducia, ha realizzato anche la seconda rete con una prodezza balistica frutto dell’entusiasmo, che ha fatto saltare dal divano parecchi per potenza e precisione.

Calma adesso, perché a Roma si fa presto a proclamare re ed imperatori. Il ragazzo si è guadagnato un paio di scarpe nuove, promesse da Mourinho, e con umiltà dovrà saper aspettare nuovamente il suo turno. Siamo sicuri che sotto l’ala protettrice del tecnico portoghese avrà ancora tanto da imparare e se necessario magari si beccherà qualche rimprovero.

Intanto la Roma da ieri ha ufficialmente aggiunto un’altra freccia al suo arco: la rosa dei papabili si allunga e questa, insieme al rientro di chi non si vedeva da tempo (vero Smalling?) è la migliore notizia che si potesse avere tornando a casa con i tre punti da Genova.