Football Manager, in principio Championship Manager o Scudetto, è forse la saga videoludica sportiva più longeva e di successo nella storia del calcio. Se Fifa e Pes si sono spesso passati il testimone nel corso degli anni, il manageriale che fu della Eidos e che poi è stato ereditato dalla Sega ha di fatto sempre dominato l’ambito della simulazione manageriale calcistica pura. Sono stati molti i concorrenti che hanno tentato di detronizzare FM con scarsi risultati, tra questi ricordiamo titoli come FIFA Manager, una costola di FIFA che mirava al manageriale, o l’italianissimo PC Calcio che forse per un paio d’anni è riuscito nell’impresa di offuscare il manageriale per eccellenza, che all’epoca portava il nome di Championship Manager.

Contando su una pletora di veri e propri adepti veneranti, l’ultimo capitolo della saga vedrà la luce il 9 novembre anche se in molti, dopo aver assaporato il gioco nella versione beta, hanno già definito FM 2022 come uno dei migliori della serie, se non il migliore in assoluto. La quantità di statistiche consultabili dopo ogni partita farebbe rabbrividire un vero match-analyst, l’attenzione alla situazione economica globale è evidente (spicca l’attenzione ai debiti del Barça e alla Brexit tanto per dire) e anche il motore grafico, lasciato sempre in secondo piano a favore della parte manageriale, ha subito evidenti e positivi ritocchi che hanno reso il gioco gradevole anche nella visuale 3D, spesso carente di animazioni nelle versioni precedenti.

Qualche atavico difetto resta tuttavia per chi ama i giochi snelli: il calcio è materia complessa e la sua fedele riproduzione comporta conferenze stampa, riunioni di spogliatoio e interazioni che tolgono dinamicità al gioco senza avere alcun impatto sulla psicologia della squadra. Ignorare un lato così importante, da parte degli sviluppatori, era una grave omissione ma, tuttavia, resta il fatto che la componente psicologica ha un impatto ancora troppo poco significativo rispetto alla realtà. Si può sempre ovviare il problema delegando gran parte delle pubbliche relazioni al vice che, soprattutto con alti valori di Motivazione e Psicologia, potrà dire sempre le cose giuste al momento giusto.

I lati positivi restano tuttavia incredibilmente superiori rispetto a queste imperfezioni: il brand mira alla continuità, migliorando di anno in anno piccole cose, tangibili, per dare all’utente finale un senso di realtà che nessun altro “gioco di calcio” può garantire. I “fedelissimi” possono stare tranquilli; anche quest’anno potranno rischiare il divorzio e azzerare le interazioni sociali a causa di un gioco così coinvolgente da farti sentire veramente alla guida di una squadra di calcio.