aguero

Il “Kun” Aguero deve fermarsi. Dopo il malore accusato sabato durante la gara tra Barcelona e Alaves, il trentatreenne centravanti argentino, ha svolto alcuni accertamenti che non hanno dato risultati particolarmente positivi. Aguero soffre di aritmia cardiaca e verrà messo a riposo per almeno tre mesi ma, se la situazione non dovesse migliorare, l’unica soluzione sarebbe il ritiro immediato dal calcio giocato. 

Il comunicato del Barça, diramato nella serata di ieri, è stato chiaro:

“Il giocatore della prima squadra Kun Aguero è stato sottomesso a un procedimento diagnostico e terapeutico a carico del Dottor Josep Brugada. Sarà indisponibile nei prossimi tre mesi e si valuterà l’effettività del trattamento al fine di determinare il suo processo di recupero”.

Il Kun ha avuto anche precedentemente altri casi di aritmia più lievi, sia in passato al Manchester City che nel Barça; il più recente non più di dieci giorni fa durante una sessione di allenamento in cui si era dovuto fermare per un episodio analogo a quello sofferto sabato sera al Camp Nou. Ricoperto dall’affetto di compagni e tifosi, Aguero ha rilasciato dichiarazioni positive:

“Sto bene e con molto coraggio per affrontare il processo di recupero. Voglio ringraziarvi tutti per i tanti messaggi di appoggio e di affetto, il mio cuore oggi è più forte”.

Una tegola sulla già travagliata stagione dei blaugrana di Koeman che, partita sotto

i peggiori auspici dopo la partenza di Messi, sta confermando il ridimensionamento del club catalano, mestamente a metà classifica. Una nobile incredibilmente decaduta tra voragini finanziarie, rinunce tecniche impensabili, una gestione discutibile da parte dell’olandese e un organico mai così modesto. 

A questo quadro non certo felice, si aggiunge l’assenza, che speriamo tutti non sia permanente, del fiore all’occhiello della campagna acquisti; quel Sergio “Kun” Aguero che nell’idea di Laporta, doveva far rimpiangere il meno possibile Leo Messi.