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La Juve ha ottenuto appena 15 punti in 11 partite. Inizio sconcertante per la squadra di Massimiliano Allegri, considerata la favorita dai bookmakers. Ieri abbiamo parlato dei calciatori della Juve presi singolarmente.

Tra le tanti varianti da inserire nei nessi di causa ed effetto, visto quanto dimostrato da questi calciatori nelle scorse stagioni, il rasoio di Occam porta ad escludere il fatto che essi siano scarsi. Naturalmente stanno incidendo l’addio di CR7 e le difficoltà di Allegri a trovare il bandolo della matassa.

La conclusione a cui è facile arrivare è l’insufficienza di calciatori strutturali. Nella prima avventura di Allegri alla Juve, la squadra era competitiva grazie principalmente al centrocampo. Lontani i tempi in cui il centrocampo era composto da Pirlo, Marchisio, Pogba e Vidal. Sono arrivati Arthur e Locatelli, due calciatori con buono/ottimo pedigree. Il brasiliano è stato eccellente in Libertadores e ha fatto bene con la maglia del Barcellona. Il centrocampista della Nazionale ha convinto con la maglia del Sassuolo.

Eppure manca il top player nel ruolo. E, soprattutto, non c’è un assortimento tale da consentire ai tecnici di poter proporre un certo tipo di gioco. Manca un trequartista puro. Il gioco offensivo passa dai piedi di Dybala, che però è una seconda punta a tutti gli effetti. Tra i centrocampisti in rosa nessuno può fare il vertice alto. Da qui l’utilizzo del 4-4-2. Un modulo come gli altri, ma che necessità di centrocampisti di qualità e quantità. Cuadrado, esterno destro, ha spesso giocato le sue migliori gare partendo da dietro, ma Allegri reputa Danilo indispensabile per gli equilibri difensivi.

Nonostante ciò, questa Juve ha subito 15 reti. E la coppia centrale titolare è quella che ha vinto l’Europeo da protagonista. Bonucci e Chiellini non hanno un vero metronomo a cui dare il pallone (Locatelli è più una mezzala) e le distanze sono decisamente più ampie. Nella fase offensiva, non c’è una vera catena di sinistra. Il gioco passa sempre dai piedi di Dybala. Quando manca la Joya, si spegne la luce.

A ciò si aggiunge l’involuzione di Alvaro Morata, straordinario il primo anno in bianconero, abulico in questa stagione. Manca il classico centravanti da 20 gol. Avendo perso CR7, serve reperire un bomber sul mercato. Vlahovic è l’obiettivo principale ma sul serbo vi sono tanti club esterni.

Un’idea potrebbe essere quella di passare al 4-3-3 puro, con Dybala che parte da destra e Chiesa da sinistra. Servirebbe naturalmente un bomber. In questo modulo uno tra Locatelli e Arthur ci starebbe benissimo, ma servirebbe almeno un centrocampista di grande qualità. Fermo restando anche la presenza di un mediano puro. McKennie è un lottatore ma è una mezzala e non un mediano bloccato. Rabiot è un centrocampista muscolare. Bentancur è un comprimario, che si esalta se il contesto funziona. In caso contrario sono dolori.

In conclusione, affinché questa Juve possa essere da scudetto non serve una rifondazione ma urgono tre profili fondamentali. Non si può prescindere dal bomber, dall’impostatore puro e, naturalmente, da un mediano specializzato. Nel reparto nevralgico vi sono vari profili in grado di fare più cose ma mancano specialisti.