La Juve di Massimiliano Allegri ha vinto appena 4 partite su 10 in questo inizio di stagione. E pensare che, al momento del suo ritorno, in molti pensavano che la Juve sarebbe tornata a dominare in Serie A. Sarri e Pirlo erano finiti nell’occhio del ciclone per i risultati della squadra. Il tecnico tosco-napoletano ha conquistato lo scudetto e quello bresciano due coppe nazionali.

Allegri ha avuto in eredità una Juve molto diversa da quella che ha lasciato. La principale attenuante è l’abbandono di CR7 a pochi giorni dalla conclusione della sessione estiva di calciomercato. Ciò non può che creare inevitabilmente problemi organizzativi. Il ritiro era stato fondato sulla presenza di CR7. Questo cambiamento radicale non può che provocare un impatto non indifferente.

Eppure in rosa vi sono calciatori che in altri contesti hanno dimostrato mentre quest’anno non si stanno esprimendo al meglio. Basti pensare a Federico Chiesa, probabilmente il migliore nell’annata di Pirlo e grandissimo protagonista nella vittoria di Euro 2020. Oppure a De Ligt, straordinario con l’Ajax e mai convincente al 100% con gli allenatori bianconeri. Per non parlare di Dybala e Morata, due calciatori chiave nella prima avventura del tecnico con la maglia bianconera.

Il retaggio della Juve dell’anno scorso è rimasto, ma dare tutte le colpe a Pirlo sarebbe ingiusto. Presi singolarmente, i calciatori bianconeri hanno dimostrato tantissimo. E, a livello individuale, nel match contro la Juve in molti hanno fatto vedere ottime cose. Il problema è che la Juve ha vissuto esclusivamente di iniziative individuali. Basti pensare al palo di Dybala, ai dribbling di Cuadrado o alle accelerazoni di Chiesa.

Ancora una volta, il tecnico livornese si è dimostrato un pessimo comunicatore. Sconcertante l’affermazione: “Con l’Inter bisognava giocare, con il Sassuolo bisogna vincere”. Come se il gioco non fosse propedeutico per le vittorie. Quel gioco che sta clamorosamente mancando in queste prime giornate.

In molti obietteranno affermando che la Juve degli scudetti di Allegri non giocava. Niente di più falso: era una squadra spesso non bella esteticamente, ma solida ed efficace. Una Juve piena di soluzioni offensive, abile a martellare l’avversario e a trovare la via del gol in tanti modi. Inconcepibile vedere quella squadra prendere certi gol, con difesa mal posizionata, su risultato di parità.

Quando mancano certi profili, nel caso specifico CR7, si sopperisce con schemi, idee e gioco corale. Basti pensare che l’Ajax è devastante con Berghuis e Haller, non due che hanno fatto cose da fuoriclasse altrove. Non due ventenni, inoltre. Morata, Dybala e Chiesa hanno un pedigree ben diverso ma sono sfruttati al 50%, per essere generosi. Gli ultimi due si sono barcamenati, ma si sono resi protagonisti esclusivamente di iniziative personali.

A questa Juve mancano movimenti sincronici, mancano trame degne di tal nome. Le altre squadre giocano, in casa Juve si improvvisa. L’Allegri degli anni precedenti era un maestro nel leggere le partite, infondeva mentalità e dava una pletora di soluzioni. Questo attuale non è riuscito ancora a inculcare le sue idee tantomeno ha capito i propri calciatori. Sta a lui sfatare il tabù dei “cavalli di ritorno che non vanno mai bene”, per usare la terminologia ippica tanto cara al tecnico.