arbitri var

La decima giornata scorre via nel turno infrasettimanale, ed il Napoli è chiamato a rispondere alla vittoria del Milan. Tutto questo nonostante l’attenzione sia ancora incentrata sul dibattito relativo agli arbitraggi delle partite di domenica scorsa, giornata che ha visto 4 cartellini rossi agli allenatori: Gian Piero Gasperini al ’90 (Atalanta), Jose Mourinho (Roma), Simone Inzaghi (Inter) e Luciano Spalletti a fine gara (Napoli). Le tensioni, così come la confusione, non hanno riguardato solo l’interazione arbitri-allenatori, ma anche il rapporto Arbitri-Var. Suscitando sempre la stessa domanda: Quand’è che deve intervenire il Var e quando non deve intervenire?

Per capire meglio è necessario analizzare due partite: RomaNapoli InterJuventus. Durante la gara dell’Olimpico, il Var Di Bello non ritiene necessario stimolare l’intervento dell’arbitro Massa sul contatto VinaAnguissa definito come fortuito. situazione differente a San Siro in cui il Var Guida giudica come un grave errore non punire l’entrata scomposta di Dumfries considerato negligente o mancante di attenzione. Episodi simili e non uguali che però fanno pensare al detto “due pesi due misure”.

De Laurentiis furibondo

Anche il presidente del Napoli, De Laurentiis, è andato su tutte le furie in merito agli arbitraggi della 9^ giornata di campionato. A raccontare l’accaduto è “Il Corriere dello Sport”, che scrive:

“Alle dieci e mezza della sera (circa…) d’una domenica paradossale, mentre se ne stava accomodato in poltrona a casa sua, Aurelio De Laurentiis ha avuto improvvisamente uno scatto – forse d’ira – è balzato in piedi. Ha usato il telecomando come se fosse la personalissima Var, ha afferrato il cellulare ed ha provato a capire perché mai ciò che stava accadendo in quel momento sotto i suoi occhi non collimava con quanto pensava dovesse succedere e soltanto tre ore prima con il contatto Vina-Anguissa. Poi ha chiamato qualche amico che di regolamento ne sa e non lo interpreta. Ha sbuffato contro la luna. Ha invocato chiarimenti utili per capire, ha poi avviato il personalissimo protocollo affinché al Palazzo arrivasse, di buon’ora ed al lunedì mattina, la sua voce infastidita, ma seriamente”.

Il pensiero di Casarin

Sull’episodio, è intervenuto sulle frequenze di Radio Marte anche Paolo Casarin, ex arbitro internazionale, oggi opinionista tv, il quale ha dichiarato: “Utilizzo VAR non uniforme? In linea di principio è un aiuto all’arbitro, che talvolta non può vedere o fare degli errori. Il VAR ha il compito di attenuare questo tasso di errore che è sempre esistito e esiste tutt’ora. Non me ne frega niente dei protocolli, tutte chiacchiere: se c’è un errore in campo e al VAR ci sono due arbitri, due. Quello davanti al monitor si avvale della tecnologia. Se le cose non combaciano il VAR chiama e dice che c’è qualcosa di non visto...”.

Il VAR non l’ha fatto la FIFA, lo strumento nasce con l’apporto di tante persone perché un arbitro con un gioco così veloce e intenso non basta più. Si sbagliava facilmente, abbiamo visto gol non concessi con pallone dentro di un metro e partendo da lì la tecnologia qualcosa migliora. Quindi è venuto fuori questo tipo di soccorso che è in fase di miglioramento, non è assolutamente perfetto, sia per la lunghezza dell’accertamento che per l’autonomia dell’arbitro, anche qualora dovesse avvalersi del collega. Può decidere in autonomia anche dopo aver visto il monitor”.

Il VAR comunque serve molto, il regolamento è chiaro: bisogna togliere gli errori. E se tu li togli, va bene. Questa è una cosa semplice, viene poi letta in maniera contorta anche perché spesso gli errori ci sono sia da una parte che dall’altra. La perfezione non è di chi guida questo calcio. Si tratta di un tentativo di migliorare sugli errori importanti e oggettivi. Poi nessuno si deve scandalizzare quando si parla di regole. Ne abbiamo già abbastanza ma è importante saper leggere ciò che accade in campo e applicare la sanzione. L’intensità gli arbitri la capiscono, può darsi non tutto”.

Sul fatto che alcuni ex arbitri in televisione hanno espresso opinioni differenti sul tema Dumfries, questo il pensiero di Casarin. “Magari sono più sommari degli arbitri. Danno la loro opinione. Le regole sono chiare, poi dopo gli arbitri sono stati migliaia, alcuni erano capaci e altri no. Sono più preoccupato quando ci mettono 3 minuti a decidere piuttosto che altro. Il calcio non sempre è così semplice da leggere, si possono avere anche letture diverse. Secondo me, rispetto a un tempo, alcuni svarioni sono in fase di esaurimento. Io avrei fischiato il rigore di Dumfries? Dovevo essere in campo per capire. Sicuramente non avrei potuto vedere bene se il contatto era dentro o fuori l’area. Mariani non aveva obbligo di obbedire ma di confrontarsi, ha deciso in piena libertà. Il punto debole dell’arbitro è quello di pensare di non sbagliare mai, a volte invece senza il VAR si farebbero cazzate…”.

Ovviamente, non poteva mancare un commento a Roma-Napoli, al di là degli episodi incriminati. “Bella partita, il Napoli è una grande squadra. E un grande arbitro, punto. Di Bello al VAR? Non ho notato robe straordinarie. Rigore Anguissa? Perché a metà campo tutti a dire ‘bisogna lasciar giocare’ e in area bisogna dare i falletti? Se avessi dato qualche rigore scandaloso sarei stato ancora chiuso al Maradona. Diego peraltro non diceva mai una parola all’arbitro, una delle persone più corrette che io abbia mai incontrato”.

Insomma, come si evolverà la vicenda ancora è un mistero. Bisogna solo attendere le ore 18.30 per il primo fischio d’inizio della decima giornata, sperando in arbitraggi più omogenei e animi più sereni.