Questo sabato si è giocata in Premier la partita tra Crystal Palace e Newcastle. I tifosi dei “Glaziers” si sono resi protagonisti per aver contestato la società avversaria.

Il contesto– È ormai noto come la presidenza del Newcastle sia la più ricca del calcio, con un patrimonio di oltre 400 miliardi. Le Magpies sono state acquistate per l’80% dal PIF (Public Investment Fund), ossia un fondo di investimenti che agisce per conto dell’intera Arabia Saudita. L’ereditario di tale fondo è  Mohammad bin Salman, accusato dall’ONU di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, “reo” di aver criticato aspramente il principe saudita. In tutto ciò cosa c’entra la Premier? I tifosi del Crystal Palace hanno contestato il campionato inglese, che da anni si impegna in varie lotte sociali, per aver concesso a tale proprietà l’acquisizione del Newcastle. Negli ultimi anni infatti la Premier si è resa protagonista per #NoRoomForRacism, e per altre attività lodevoli. L’inclusione delle minoranze, la libertà di espressione e i pari diritti sono alcune delle iniziative.

Inghilterra– Ma lasciare che un fondo arabo, dove si sa che i diritti fondamentali riconosciuti dall’ONU non sono così fondamentali in quel paese, acquisti il Newcastle, mette in luce l’ipocrisia del campionato. E così ecco che arriva lo striscione dei tifosi del Crystal Palace. In esso si vede Richard Masters, responsabile di aver firmato la controversa acquisizione, sopra una pozza di sangue e con accanto un sacco di soldi. E ancora un arabo con scritto “PIF” sulla veste che brandisce una scimitarra proprio dietro a una gazzella (simbolo del club). Infine un test con dei check su diversi reati contestati allo stato arabo. Insomma, i tifosi si sono messi contro una società che è tutto tranne che pulita, per non parlare della doppia faccia del campionato inglese.

Partita e conseguenze– Ma se il match si è concluso con un pareggio, 1-1 per l’esattezza, per fan di casa potrebbe arrivare più che una sconfitta. Sono ora aperte le indagini per identificare gli autori del gesto; colpevoli di libertà di espressione e messisi contro uno stato che di libertà di espressione non ne vuole sapere. Incolpati ora di diffamazione, staremo a vedere le conseguenze di questo gesto inquisitorio.