bodo roma

La Roma sforna una prestazione indegna e collassa nel ghiaccio della trasferta norvegese contro il Bodo/Glimt, travolta senza appello per 6-1. I giallorossi vengono travolti dall’agonismo della squadra di casa che gioca, con il coltello tra i denti, una partita feroce e agonistica, brava a sfruttare tutti i vantaggi del fattore campo e del clima a cui è certamente più abituata.

Mourinho opta per un turnover integrale schierando soltanto Rui Patricio e Ibanez dei “titolarissimi”. Il resto è un mix di giovani sbarbatelli, di ragazzi sfiduciati e arrugginiti oltre che di giocatori inadeguati anche ad un palcoscenico modesto come quello della Conference League. Il vergognoso epilogo ha dunque le premesse in una formazione iniziale, che è assolutamente (e volutamente) rimaneggiata.

I campioni di Norvegia, pericolosamente sottovalutati, oltre a buone individualità, hanno il sangue agli occhi nel vedere una Roma così rinunciataria e assaltano il fortino giallorosso sin dalle prime battute passando rapidamente sul 2-0 con Botheim e una sassata di Berg. L’encefalogramma dei giallorossi resta piatto, Villar nel ruolo di Pellegrini non incide, Darboe e Diawara non impostano e non difendono lasciando un impresentabile Kumbulla, e Ibanez, in balia del Bodo; che fa quello che vuole anche sulle fasce con la complicità di Calafiori e Reynolds.

Il lampo a fine tempo di Carlos Perez è frutto di un casuale lancio di Diawara che apre la difesa locale, consente all’esterno di battere Haikin e manda le squadre a riposo su un 2-1 che regala qualche flebile e insperata idea di rimonta.

Mourinho capisce l’antifona e nel secondo tempo prova a mettere dentro Cristante, per avere maggior filtro, e Shomourodov punta, bocciando gli “spagnoli” Mayoral e Villar, sostituito da Mkhytarian. La Roma giochicchia senza impensierire mai la difesa dei padroni di casa che invece, approfittando anche del vento a favore, sfruttano le voragini lasciate da Kumbulla e Ibanez arrivando al 3-1 dopo pochi minuti con Bothein.

Per i giallorossi, incitati dai 400 tifosi che hanno seguito la squadra nella folle trasferta norvegese, la luce si spegne, il gancio alla mascella è da KO. I padroni di casa infieriscono come è giusto che sia e, nell’arco di dieci minuti, il risultato passa dalla sconfitta all’onta, con altri tre gol di passivo; Solbakken, Pellegrino e ancora Solbakken firmano un vergognoso 6-1, ennesima roboante umiliazione europea da parte dei giallorossi a sette anni esatti dall’1-7 subito contro il Bayern Monaco di Guardiola in casa.

Tra quel Bayern Monaco e questo Bodo Glimt ci sono tuttavia due abissi di differenza. Al fischio finale, il ringraziamento ai tifosi dopo quella che doveva essere una formalità, una noia infrasettimanale da sbrigare, diventa una discussione sotto il settore ospiti con la squadra, con toni decisamente poco amichevoli.

La Roma si appresta ad affrontare lo spauracchio Napoli con il morale decisamente basso; le due sconfitte pesano per importanza, contro la Juve, e per gravità del risultato, contro il Bodo. La squadra dovrà dimostrare che questa legnata è stato solo un incidente di percorso, in attesa del ritorno contro i norvegesi, il 4 novembre all’Olimpico.