Il fondo saudita PIF (Public Investment Fund) ha acquistato l’80% delle quote azionarie del Newcastle per 300 milioni di sterline. Il responsabile della sezione britannica di Amnesty International Felix Jakens ha parlato di operazione di sportwashing. “In Arabia Saudita i diritti umani vengono calpestati continuamente”.

In 14 anni di presidenza, Mike Ashley ha messo in vendita il club in innumerevoli occasioni, finendo per tirarsi indietro dopo aver concordato un prezzo. Ma ora, nel 2021 e dopo una trattativa fiume, il club è stato consegnato alla famiglia reale saudita. Tutto è stato concordato da tempo e la FA ha finalmente dato le garanzie.

Anche lo scorso anno Felix Jakens si era espresso con toni duri alla notizia dell’accordo tra Mohammed bin Salman e Mike Ashley per l’acquisizione del Newcastle. “Il tentativo saudita di usare il prestigio e la visibilità delle Premier League è uno strumento di pubbliche relazioni per distrarre dalle abissali violazioni dei diritti umani del Paese”.

Bin Salman è il principale sospettato dell’omicidio del giornalista Jamal Khasoggi

Calcisticamente parlando, dopo una gestione disastrosa, i tifosi del Newcastle possono nuovamente sorridere, o almeno a respirare un’aria di speranza. Per darvi un’idea del periodo del Newcastle sotto la presidenza del proprietario di Sport Direct, non abbiamo bisogno di divagazioni. Dal 1994 al 2007 (i 13 anni precedenti alla presidenza di Ashley), Il Newcastle ha avuto una media punti da quarta migliore squadra di Premier League. Per due volte i Magpies sono arrivati secondi in classifica e hanno avuto tra le loro fila alcuni dei migliori giocatori del mondo. Nei 13 anni successivi, quelli con Ashley al timone, la squadra ha ottenuto una media da 13° posto in classifica e ha lottato per non essere retrocessa in tutte le stagioni tranne in una (e ad eccezione di quelle in cui lottato per la promozione, in campionato).

Mike Ashley aveva acquistato il club per un terzo del valore che dovrebbe ottenere. Mohamed Bin Salman, principe ereditario dell’Arabia Saudita, ha rilevato il club grazie alla mediazione della donna d’affari Amanda Staveley, che è stata anche coinvolta nelle acquisizioni del Manchester City e del Liverpool. La fortuna della famiglia di Mohamed Bin Salman è stimata in 320 miliardi di sterline, mentre quella del proprietario del Manchester City, ad esempio, è di 23 miliardi di sterline.Il nuovo proprietario del Newcastle vanta un patrimonio 10 volte superiore rispetto a quello del City. Il Newcastle sarà controllato dal Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita, gestito da Yasir Al-Rumayyan, una sorta di prestanome di Bin Salman.

Stante questo scenario, è innegabile pensare a un Newcastle in Champions, un’idea che sta dividendo i tifosi dei Magpies. Perché? I più “progressisti” sono solleticati dall’opportunità per il club di entrare nell’èlite europea e poter presto vincere la Premier. I più conservatori, legati ai valori vecchio stampo del club, non sopportano la perdita di autenticità di una squadra con storia ultracentenaria. Nel frattempo, le immagini mostrate sui social non hanno immortalato tifosi tristi e affranti…

Il Newcastle è sempre stato un club ricco di valori e ha avuto molto spesso possibilità economiche rilevanti. Un gigante pigro che non è stato quasi mai sfruttato nel migliore dei modi da chi ne era al timone. Il Newcastle era una pietra preziosa non lucidata, un’arancia non spremuta. Molti tifosi non vedono di buon occhio l’approdo degli arabi, a causa dell’origine del denaro che dovrebbe essere utilizzato per acquistare la società. La famiglia saudita, con il particolare Mohammed Bin Salman, è la principale sospettata del famoso omicidio del giornalista Jamal Khashoggi.

Riad, capitale dell’Arabia Saudita

L’ala più progressista critica la visione dei conservatori che non vogliono che entri denaro “insanguinato” nelle casse del club. Il loro ragionamento verte sul fatto secondo cui è ipocrita parlare di soldi per l’acquisizione del Newcastle quando i più grandi sponsor del mondo del calcio provengono dal Qatar e dagli Emirati. Il Real Madrid, l’Arsenal, il Manchester City, il PSG, il Barcellona beneficiano di investimenti arabi, in particolare da questi Paesi.

Chiaramente è prematuro parlare di nuovi calciatori o del nuovo tecnico. In molti stanno già fantasticando su Mbappé, Haaland e Van Dijk, sull’ingaggio di Conte come allenatore o sulla vittoria del titolo di Premier League entro due anni. Il progetto sarebbe a lungo termine e dovrebbe passare attraverso diverse transizioni. Difficile credere che i migliori calciatori al mondo accettino di trasferirsi in una squadra che non disputa le coppe europee. Per qualcuno, però, il richiamo dei petroldollari sarà forte.

Tuttavia, considerando che l’UEFA non potrà far finta di niente sul Fair Play Finanziario, data la sanzione comminata al Manchester City, il Newcastle non potrà tirare fuori centinaia di milioni sul calciomercato sin dalla prima sessione. La nuova proprietà dovrà aumentare il fatturato e, chiaramente, dovrà prestare la massima attenzione alle sponsorizzazioni. Il detto “too big to fail” si applicherebbe almeno in parte, ma di certo la proprietà araba non avrà campo libero.