La storia d’amore tra Claudio Ranieri e l’Inghilterra è oramai infinita; un’onda che va e che viene, che lo porta con cadenza alternata sulle più disparate panchine della Premier League. Il Chelsea come primo amore, quello che non si scorda mai, dove Ranieri divenne “Tinkerman”, l’indeciso, per la sua attitudine a cambiare spesso formazione o a rimanere spesso immobile a guardare la partita con l’apparente sensazione di non saper bene dove mettere le mani.

Il Chelsea con lui non vinse niente in quattro anni ma Ranieri preparò la squadra all’avvento di Abramovic e di Mourinho, pronto a raccogliere i frutti di una squadra ormai matura.

Dopo un girovagare infinito tra Italia, Grecia e altri posti esotici, c’è bisogno di parlare del suo ritorno Oltremanica con il Leicester nel 2015? Da “Tinkerman”, Claudio divenne semplicemente “King Claudio”. Con lui in panchina le “Foxes” raggiunsero una salvezza miracolosa e l’anno successivo vinsero il titolo dopo una cavalcata che resterà nei libri di storia come una delle imprese calcistiche più incredibili di sempre. In quell’anno Ranieri condensò tutto quello che il suo essere “per bene” non gli aveva dato nella sua lunga carriera.

Tutto il mondo calcistico si inchinò al suo Leicester e alla sua impresa titanica di vincere il campionato più difficile, bello e patinato del mondo con una squadra che aveva sì e no l’ambizione di salvarsi. Schmeichel, Chilwell, Morgan, Drinkwater, Kanté, Vardy, Mahrez, Ulloa sono nomi che per gli appassionati di calcio sono avvolti in un alone mistico di mitologia e incredulità, nonostante siano già passati cinque anni.

Nonostante l’impresa, in Inghilterra Ranieri non è mai stato considerato un allenatore meritevole di provare a vincere con una grande squadra. Mentre in Italia è passato per Inter, Juventus e Roma sfiorando soltanto il titolo, in Inghilterra viene considerato un riparatore; un aggiustatore di situazioni disperate, il mister Wolf di Pulp Fiction che di lavoro “risolve i problemi”.

La terza avventura al Fulham era troppo anche per lui. Una parentesi in cui Sir Claudio non è riuscito a imprimere il suo “marchio di fabbrica”, la sua capacità di normalizzare la situazione.

Dopo due anni alla Sampdoria oggi il Watford dei Pozzo ha bussato alla sua porta. Esonerato il tecnico Xisco Munez dopo una partenza ingolfata, i proprietari italiani hanno pensato a lui per “risolvere i problemi”; per normalizzare con la sua pacatezza una situazione ingarbugliata e portare la nave in un porto sicuro, lontano dalla tempesta della zona retrocessione.

Non c’è niente da fare: il filo che unisce la Premier a Claudio Ranieri non si spezzerà mai.

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