Cuneyt Cakir martedì sera in occasione della sfida di Champions League tra Milan e Atletico Madrid è finito sul banco degli imputati per una direzione di gara pessima che di fatto ha danneggiato la squadra rossonera, autore di una grande prova sul prato di San Siro, prima sventolando un secondo giallo forse troppo severo a Kessié e poi assegnando nel recupero un rigore decisamente dubbio all’Atletico per fallo di mano di Kalulu. Le immagini hanno chiarito che il primo tocco è di Lemar con il polso ma Cakir non ha avuto nessun dubbio pur essendo coperto nella visuale. Un eccesso di sicurezza che ha destato stupore e perplessità anche in virtù del fatto che non ha voluto avvalersi del supporto del Var.

Una direzione di gara che non è piaciuta ai vertici dell’Uefa. Il massimo organismo calcistico europeo fermerà l’esperto arbitro turco ed il varista Bitigen. Cakir non arbitrerà più i rossoneri e salterà almeno il prossimo turno di coppe. Il club rossonero infuriato ha dato mandato ai propri legali di inviare una protesta formale alla Uefa per ribadire con forza di essere stato penalizzato ed evitare che certe spiacevoli situazioni possano verificarsi di nuovo in futuro.

Cakir, 44 anni ed un curriculum notevole a livello internazionale, risulta recidivo con le squadre italiane: in 32 incontri solo 10 volte abbiamo vinto con lui, poi 18 sconfitte e 4 pareggi. Nel maggio del 2015 in occasione della finale Champions tra Juventus e Barcellona non concesse un rigore evidente alla Juventus per fallo commesso da Dani Alves ai danni di Paul Pogba. Nel 2019 sempre in Champions non concesse un altro rigore questa volta alla Roma per fallo su Schick. Con l’Inter tre direzioni in Champions e tre sconfitte: nel 2012 e 2018 contro Werder Brema, Marsiglia e Tottenham. Rapporto complicato anche con il Napoli che Cakir ha diretto sette volte. Torna alla mente la sconfitta per 3-1 contro il Barcellona negli ottavi di ritorno Champions in cui il gol dell’1-0 per il Barca fu viziato da una evidente spinta di Lenglet su Demme.