pellegrini roma

La crescita di rendimento di Lorenzo Pellegrini è stata la nota più alta della gestione di Mourinho. In questo inizio di stagione il capitano giallorosso ha sfornato prestazioni di alto livello, con grande continuità di rendimento e di solidità.

Le parole di Mourinho hanno scolpito nella pietra la crescita di Lorenzo, arrivando a dichiarare che se ne avesse tre, li schiererebbe in campo contemporaneamente. Il tecnico vuole che Pellegrini sia la pietra angolare del suo progetto a medio-lungo termine. Un giocatore al quale non vuole rinunciare e che “sviolina” in ogni occasione possibile.

Il tecnico di Setubal ha fatto colpo su Lorenzo a tal punto che il giocatore ha sposato per intero la causa giallorossa, da capitano vero, da trascinatore e punto di riferimento. La sua posizione, trequartista con licenza di attaccare l’area o cucire il gioco tra centrocampo e attacco a suo piacimento, ne sta esaltando le qualità, parzialmente espresse nelle scorse gestioni tecniche.

L’ultimo anello di congiunzione tra la Roma e il suo capitano sarà il prolungamento del contratto. Quattro milioni netti all’anno più vari bonus per legittimare la sua “voglia di Roma”. Il giocatore e la dirigenza sono d’accordo sulle cifre, sulla voglia di andare avanti insieme, questa volta, senza clausole di 30 milioni a definire soltanto parzialmente il futuro.

Pellegrini come De Rossi e Totti? Forse no, o forse ancora no. Lorenzo, tuttavia, senza le qualità tecniche di Totti e senza la “vena” di De Rossi pronta a gonfiarsi di personalità, con il suo carattere da introverso romano anomalo si sta pian piano prendendo la Roma; con lei, il cuore dei tifosi che lo apprezzano di giorno in giorno sempre più, in campo e fuori.

I Friedkin adesso devono vagliare l’accordo e dare l’ultimo ok; mettere la cera lacca sull’accordo che sancirà il prolungamento di una dinastia di capitani romani e romanisti alla guida della Roma. Un unicum a cui, dalle parti di Trigoria, tengono molto.

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