A 39 anni, età avanzata per gli standard di qualsiasi portiere, i giorni migliori di David Seaman – e le migliori parate – avrebbero dovuto essere un ricordo lontano. Seaman, però, non era un portiere qualsiasi, avendo trascorso la maggior parte della sua eccezionale carriera a ridefinire i propri standard.

L’estremo difensore nativo di Rotherham è stato in grado di rendersi protagonista di parate straordinarie anche in età in cui molti suoi omologhi hanno appeso i guanti al chiodo. Il 13 aprile 2003, quando l’Arsenal affrontò lo Sheffield United in una semifinale di FA Cup all’Old Trafford, Seaman si rese protagonista di quella che è considerata una delle parate più belle di tutti i tempi. Questo gesto tecnico è offuscato da quello di un altro illustre estremo difensore inglese, quel Gordon Banks che strozzò l’urlo di gioia di Pelé.

La partita si avviava alle battute finali, con l’Arsenal in vantaggio per 1-0 grazie a un gol di Freddie Ljungberg. Su azione di calcio d’angolo la palla arrivò a Paolo Pasquale “Paul” Peschisolido, il quale, a un paio di metri dalla linea di porta, vide il suo tentativo vanificato dallo straordinario riflesso di Seaman. I suoi compagni di squadra avevano iniziato a festeggiare, quando all’improvviso la loro esultanza fu interrotta dal più improbabile degli interventi, una delle più belle parate di tutti i tempi.

Il colpo di testa dell’attaccante canadese, con un passato nelle giovanili della Juventus, era sbilenco, ma Seaman si era ritrovato sul primo palo. A quel punto l’estremo difensore dell’Arsenal, sgattaiolò fulmineo e, con un colpo di reni, riuscì a impedire che il pallone entrasse. E la palla non aveva varcato la linea, nonostante le proteste dei calciatori dello Sheffield United. In diretta dallo studio di Match of the Day, Peter Schmeichel, definì la parata come “la migliore mai vista”. Seaman aveva effettuato una parata che pochi avrebbero considerato plausibile.

Il tempo, in quel breve momento, sembrò fermarsi, con Seaman, che vestiva la sua solita divisa color giallo brillante, con la sua caratteristica coda di cavallo, che rimase sospeso nell’aria.

Quel match vinto contro i Blades era il millesimo da professionista da parte del portiere inglese e questo contribuisce alla magia di quell’intervento prodigioso.

Al crepuscolo della sua carriera, tifosi e addetti ai lavori conclusero all’unisono che Seaman avrebbe potuto fare ancora di più. Ingiustamente ricordato più per gli errori sui tiri da distanza siderale di Nayim e Ronaldinho, Seaman è stato comunque uno dei migliori portieri degli anni ’90. Questa parata contro lo Sheffield è stata la migliore della sua carriera, ma non l’unica di grande spessore.

David Seaman con la maglia del QPR a fine anni ’80

Solo alla vigilia della stagione 1990/91 David Seaman indossò per la prima volta la maglia dell’Arsenal. Nei nove anni precedenti aveva indossato le maglie di Leeds United, Peterborough United, Birmingham City e Queens Park Rangers, prima di passare ai Gunners nel 1990. La cifra del trasferimento fu di 1,3 milioni di sterline, record per l’epoca per un portiere.

L’estremo difensore aveva passato vari anni a fare il suo mestiere nelle serie inferiori del calcio inglese e ciò suscitò una serie di pregiudizi tra i tifosi dei Gunners. Eppure i supporter dell’Arsenal si resero presto conto del livello del nuovo portiere. Nella stagione di esordio a Londra, Seaman divenne titolare inamovibile della difesa dell’Arsenal.

Una difesa a quattro, diventata celebre, disposta con Lee Dixon a destra, Tony Adams, e Steve Bould al centro, e Nigel Winterburn a sinistra. Nella stagione di esordio Seaman subì solo 18 gol in 38 partite di First Division e la squadra vinse il titolo.

La seconda stagione di Seaman con i Gunners fu deludente, soprattutto a livello di squadra, mentre nel 1992-1993 al brutto campionato fecero da contraltare i tronfi in FA Cup e Coppa di Lega. Seaman si affermò come un grande pararigori e le sue abilità dagli 11 metri furono fondamentali per la conquista dei trofei nazionali.

Nel 1994 arrivò il primo e unico trofeo continentale della storia dell’Arsenal: la Coppa delle Coppe. Nella finale di Copenhagen, giocata contro il Parma, gli inglesi avevano tanti assenti. Il Parma dominò la partita, ma i Gunners segnarono un gol e si difesero per la stragrande maggioranza del match. Le parate di Seaman furono fondamentali per il successo.

In nazionale, Seaman non ha avuto troppa fortuna. Ha avuto sempre compagni di altissimo livello, ma si è ritrovato nella propria strada sempre avversari più bravi. A Euro ’96 fu il caso della Germania, torneo giocato in casa, nel quale l’estremo difensore fu eletto miglior giocatore del torneo.

Seaman a Euro ’96 con una divisa quantomeno originale…

Dopo un breve periodo di vacche magre, l’Arsenal costruì i propri successi nazionali a seguito dell’ingaggio del tecnico francese Arsène Wenger. Nel 1997, Seaman fu nominato MBE (Baronetto) per il suo servizio dato al calcio inglese. I double nazionali del 1998 e del 2002, oltre alla vittoria della FA Cup nel 2003 da capitano dell’Arsenal, lo consacrano nella Hall of Fame dei Gunners.

Il mondo ha conosciuto molti portieri spettacolari negli anni Novanta, e non c’è che l’imbarazzo della scelta per chi ha un debole per gli estremi difensori. Ma pochi portieri sono riusciti ad effettuare parate come quella di Seaman, o a vincere, a livello di club, quanto vinto dal portiere di Rotherham con i Gunners.

I ricordi della sua carriera sono macchiati dagli errori sui gol di Nayim e Ronaldinho. Tuttavia, all’apice della sua carriera Seaman vantava grande senso della posizione, una velocità di pensiero, una capacità di guidare la difesa e una personalità che hanno contribuito a edificare il suo status e quello dei suoi compagni.

A maggior ragione, trovandoci al cospetto di un omone simpatico, sempre di buon umore e dalla battuta pronta, che sorprendeva con capigliature e divise bizzarre, ma che in campo si è sempre contraddistinto per professionalità e serietà.

Vincenzo Di Maso