L’Italia nel nome di Giacomo: da Bulgarelli fino a Raspadori, passando per Poretti!

Per molti già non è facile giocare in nazionale, poi se hai poco 21 anni e non giochi in un top club come il Sassuolo lo è ancora di più. Ma ieri sera Giacomo Raspadori ha dimostrato che tutto è possibile. Il giovane attaccante infatti ieri sera ha tenuto banco nel match contro la Lituania, valido per le qualificazioni ai Mondiali del Qatar. Insieme al suo coetaneo Kean, il giovane ha realizzato un gol che ha fatto esplodere il suo stadio, il Mapei, dieci minuti dopo il suo tiro deviato in porta da Utkus. Con la stessa media gol in nazionale e nel campionato italiano al momento, Raspadori ha dimostrato di poter dare tanto alla squadra azzurra.

Dopo le innumerevoli e insensate critiche a Ciro Immobile, che ha comunque dato il suo senza lasciare troppo spesso il segno, ci voleva proprio una bella boccata d’aria come quella del ragazzo di Bologna. L’Italia ieri ha fatto faville, anche nel nome di Giacomo Raspadori. Ma non è l’unico Giacomo ad aver lasciato il segno in nazionale. Ce ne sono altri due: Bulgarelli ma soprattutto… Poretti!

Giacomo Bulgarelli e la vittoria degli Europei del 1968

Il primo Giacomo a fare la storia dell’Italia è Bulgarelli: centrocampista e storico capitano del Bologna, con cui vinse lo scudetto nel 1964. Quattro anni dopo, nel 1968, il bolognese ha contribuito alla vittoria dell’Europeo azzurro: indelebile l’immagine di Giacinto Facchetti che alza la coppa al cielo. Bulgarelli con la maglia della nazionale ha messo a segno 7 reti in 29 partite, molti gol per un trequartista di quel periodo.

Giacomo Poretti e la storica Italia-Marocco in “Tre uomini e una gamba”

Un altro Giacomo che ha fatto la “storia del calcio nazionale” è Giacomo Poretti in “Tre Uomini e una gamba”, film cult del cinema italiano. La storia racconta del viaggio di tre commessi in un negozio di ferramenta da Milano a Gallipoli, dove uno di loro, proprio Giacomo, deve sposarsi con la figlia del capo, già suocero degli altri due. L’uomo, imprenditore maleducato e arrogante, affida loro un compito: portare con sé una gamba di legno, un’opera d’arte di un artista scomparso da poco, Garpez.

Durante il loro lungo viaggio verso la Puglia, i tre giovani incontrano diverse difficoltà, tra cui la perdita dell’opera d’arte. E a trovarla sono stati dei ragazzi marocchini che usano la gamba come palo della porta. A quel punto, Giacomo Poretti, per far colpo anche su Marina, una ragazza conosciuta durante il tragitto, decide di giocarsi il bottino in una grande partita di calcio: Italia-Marocco va in scena.

Oltre alla famosissima rovesciata di Giovanni e il gol di testa di Aldo che esce dalla sabbia, Giacomo ha contribuito solo con il fallo da rigore, parato poi da Marina. Si narra però che la sfida finì 3-10 per i marocchini senza avere indietro il bottino. Dopo la sonora sconfitta, i tre si rimettono in macchina alla volta di Gallipoli, con la consapevolezza di aver fatto la storia nonostante la disfatta. Stessa cosa che magari ha pensato Raspadori dopo aver segnato il suo primo gol in nazionale, magari sognando invece di vincere qualcosa di importante, come i suoi compagni hanno fatto con l’Europeo quasi due mesi fa.