Se in Sud America vieni definito Loco, un motivo c’è sempre. Non furono molti altri i calciatori che entrarono in affari con uno dei più ricercati signori del crimine del mondo. La Colombia degli anni ’90 era in fermento non solo dal punto di vista calcistico, ma si ritrovava a fronteggiare la piaga del narcotraffico. Il signore assoluto era Pablo Escobàr, Re del cartello Medellin.

Higuita ha conosciuto bene Escobar durante la sua carriera. Nel 1993 Higuita venne coinvolto in un caso di sequestro, legato al signore della droga. La persona rapita era la figlia di un amico dello stesso portiere, il quale svolse il ruolo di intermediario nella trattativa. Escobar chiese un riscatto di 300.000 dollari, e Higuita guadagno 64.000 per la sua “opera di intermediazione”. Tuttavia, poiché trarre profitto da un rapimento è illegale in Colombia (e non solo), il Loco fu costretto a passare diverso tempo in gattabuia.

Una volta perquisita l’abitazione di Escobar, la polizia trovò documenti che mostrarono il legame tra i due. I sette mesi in gattabuia e l’onta a cui fu esposto fecero sì che il CT Maturana escludesse il portiere dai Mondiali di USA ’94. Quella competizione in cui l’ondata di violenza fu ancora protagonista, con l’uccisione del calciatore Andres Escobar.

Tra l’altro René Higuita fu tra i protagonisti della famosa partita che ebbe luogo presso la Catedràl, il carcere personale del re del narcotraffico.

Lo scorpione e il folklore calcistico

Un anno dopo, Higuita tornò a dare gioia al Paese attraverso il gioco del calcio. Il suo acrobatico colpo dello scorpione a Wembley, con il quale parò un tiro di Jamie Redknapp, consolidò il portiere colombiano nel folklore calcistico. Un qualsiasi altro portiere avrebbe fatto un passo indietro per bloccare quel pallone. Ma René Higuita non era un portiere come gli altri.

Fece un passettino mentre la palla gli venne incontro e, proprio quando arrivò, Higuita saltò con entrambi i piedi in aria dietro di lui, calciando il pallone con una mossa diventata iconica. I tifosi di Wembley furono presi da puro delirio e stupore per ciò a cui avevano appena assistito. La stessa reazione ebbe luogo tra i commentatori, i quali fecero a gara nel descrivere quel gesto con i superlativi più bizzarri.

A un quarto di secolo di distanza, si parla ancora della magica mossa di Higuita e la Colombia la considera uno dei suoi momenti sportivi più belli. Da quell’amichevole del 1995, El Loco non è più uscito dai riflettori, soprattutto in America Latina.