de laurentiis mercato napoli

Al 16 agosto viene imputato ad ADL di non aver acquistato nessuno per il Napoli. Si parla tanto del tesoretto da oltre 120 milioni messo “a riserva”. Ci si scaglia contro il numero uno partenopeo in quanto la Roma starebbe spendendo. Si attacca ancora ADL per la questione rinnovo di Insigne.

In realtà è possibile smontare determinate critiche una per una.

  • Il Napoli non ha acquistato alcun calciatore perché non ha venduto nessuno. Vista la situazione contingente, di offerte serie per calciatori dall’ingaggio alto e, potenzialmente, dal grande valore economico, non sono arrivate. ADL chiede almeno 50 per Koulibaly e altrettanti per Fabian. Cifre mai percepite.
  • Il tesoretto c’è ed è frutto di una gestione intelligente degli scorsi anni. Napoli non è una grande realtà. Nonostante tutto, in tre stagioni ha lottato per lo scudetto contro una delle grandi potenze europee. A livello patrimoniale la situazione del Napoli è invidiabile. Ciò consente di limitare i danni a livello gestionale. Il fatturato strutturale è sceso al di sotto dei 150 milioni, vista l’impossibilità di poter attingere ai ricavi della Champions. A ciò si aggiunge, naturalmente, il lucro cessante dovuto alla pandemia di covid-19.
  • Ciò rende necessaria la riduzione dei costi fissi. Il Napoli ha bisogno di cedere per poter acquistare. In caso di mancate cessioni, il famoso tesoretto si riduce. E, non essendo certo una società ricchissima, il Napoli entrerebbe in crisi finanziaria qualora spendesse eccessivamente.
  • In molti fingono di non notarlo, ma nelle ultime due stagioni ADL ha investito tanto. Basti pensare agli acquisti onerosi di Lozano, Manolas e Osimhen. Nonostante le quattro squadre in Champions, le altre sono tornate più competitive. Non che la Serie A sia una lega di chissà quale livello, ma le milanesi sono tornate già da un po’. E adesso può esserci anche il ritorno delle romane. Quindi serve investire e ADL lo ha fatto. Quest’anno la situazione è più complicata.
  • Senza cessioni non possono esserci acquisti. In molti stupidamente si chiedono perché il Napoli non abbia acquistato già Emerson Palmieri. Il problema è che va liberata una slot di ingaggio e, inoltre, il Chelsea deve ammorbidire le proprie richieste. Anche un eventuale prestito con diritto implica una spesa. Che non sarebbe immediata ma inciderebbe sul prossimo esercizio. Ergo, problema solo rimandato e, senza garanzie di cessioni o Champions, l’acquisto dell’italo-brasiliano non sarebbe sostenibile.
  • La Roma sta spendendo perché le nuove proprietà hanno maggiori facilitazioni. In più i Friedkin hanno maggiore potere economico. La Roma parte inoltre da un settimo posto e una base più bassa. E, naturalmente, gli acquisti sono stati effettuati in ossequio alle norme del FPF. Il pagamento di Abraham è stato rateizzato e i colpi sono stati mirati. Ci sono poi state, e ci saranno, delle inevitabili cessioni.
  • Per quanto riguarda il rinnovo di Insigne, va ricordato che il costo del lavoro totale del Napoli è di 156 milioni. Cifra assolutamente insostenibile. Sono stati effettuati dei rinnovi sperando in ritorno agli stadi, fine della pandemia e qualificazione Champions. Giusto che a Insigne possa dare fastidio che altri calciatori prendano 4,5 o 6 netti, ma questi contratti sono stati stipulati in precedenza.
  • Ne consegue che il Napoli, prima di poter offrire certe cifre a Insigne, deve ricevere offerte per liberarsi di certi ingaggi. Questa è la contitio sine qua non per adeguamenti di contratti e nuovi acquisti.

In conclusione, ad ADL possono essere mosse critiche ben diverse (comunicazione, marketing, scelte tecniche), ma qualsiasi attacco sul fatto che sia restio a spendere e voglia tenersi i soldi per sé è puerile e da stracciare il tesserino.