Ha fatto scalpore l’acquisto di Ben White per 58 milioni. Da anni la Premier League ha un potere d’acquisto maggiore agli altri campionati. Ecco il motivo.

Ben White– 23 anni, una carriera tra Brighton e altre squadre in prestito. Questo l’identikit di Ben White, neo acquisto dell’Arsenal. La particolarità? È il terzo acquisto più oneroso di sempre nella storia del club londinese; inferiore solo a Pépé e Aubameyang. Nell’estate di Varane allo United per 40 milioni, il suo costo ha fatto clamore. Insomma, White è stato strapagato, e la “colpa” è dei maggiori introiti chela Premier riceve.

Economia– Il potere economico del campionato inglese è dato dai proventi dei diritti televisivi. Riceve infatti 4 miliardi di euro ogni anno, contro gli appena 1 della Serie A. Il tutto inizia negli anni ’10, quando la FA decide di puntare sul mercato orientale. Le partite vengono trasmesse anche in Asia, e gli orari dei big match vengono spostati affinché vengano visti anche lì. Ma non è tutto, il 50% degli introiti è equamente suddiviso tra i partecipanti. Si parla di 70 milioni intascati da ogni club solo al momento dell’iscrizione. Successivamente il 25% è distribuito in base al piazzamento. Infine il restante 25% in base al numero di partite trasmesse dalle emittenti tv.

Paradiso fiscale– Dei 92 club iscritti a Premier e Championship, 28 appartengono ad azionisti stranieri. 1 squadra su 3 ha sede in veri e propri paradisi fiscali. Il risultato? meno tasse da pagare e più soldi da investire nel mercato.

Risultati– Grazie a ciò i club inglesi possono acquistare giocatori da altri campionati a dei prezzi relativamente bassi. I già citati 40 milioni per Varane non sono nulla per una squadra come lo United. Di contro però gli stessi giocatori del campionato inglese vedono il proprio valore di mercato gonfiato di molto. Alcuni esempi: Benteke pagato 46,5 milioni, Sigurdsson pagato 49,5 mln, Wan Bissaka 55 mln. Un campionato che dello spendere i soldi un tratto distintivo. E a volte sono anche spesi male.