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Neymar si era messo in disparte per rispetto di uno dei giocatori più forti della storia, offrendo la “10” al suo vecchio amico Messi. L’argentino ha tuttavia declinato l’offerta, decidendo di ripartire dalle origini. La “pulce” indosserà la maglia numero 30 del PSG, il numero con cui aveva esordito in Liga e che gli ha portato fortuna nei primi anni a Barcellona, quando la maglia numero 10 era legittimamente sulle spalle di Ronaldinho.

Finiti i pianti e arrivati i sorrisi, in questa storia che di romantico ha poco o nulla e comandata da soldi come se piovessero dal cielo, quello di Messi è l’unico gesto che ha una continuità con il suo passato blaugrana, cioè la sua vita da quando era bambino alle lacrime di un paio di giorni fa.

A prescindere dal numero, l’arrivo dell’argentino ha scatenato un’isteria di massa superiore a quando Ibrahimovic o Neymar si accasarono dalle parti della Torre Eiffel: qualcosa di mai visto in un paese appassionato di calcio, ma non “caldo” nel senso latino del tifo. Tutti stereotipi cancellati sin dall’arrivo in aeroporto di Messi, preso d’assalto in ogni suo movimento nella capitale francese.

messi maglia

Con la scelta di quel numero, il 30, Messi ha dimostrato di voler tornare alle origini ma anche di rispettare le gerarchie che si sono consolidate nel tempo nel Paris Saint-Germain; una mossa intelligente per farsi benvolere sin da subito in uno spogliatoio di prime donne che avranno pochi timori reverenziali verso quello che di fatto è uno dei giocatori più forti della storia del calcio.