milan bernardo silva

Bernardo Silva è in uscita dal Manchester City. Il portoghese chiede spazio e Guardiola non può garantirglielo. Pertanto si sta guardando intorno e una sua cessione è lo scenario più probabile.

Su di lui c’è il pressing dell’Arsenal ma il portoghese vuole la Champions. Arrivato nel 2017 dal Monaco per 50 milioni di euro, il City vuole comunque fare plusvalenza. Il valore residuo a bilancio è di 20 milioni ma serviranno cifre più elevate.

Posto che il giocatore non è, almeno per adesso, interessato a trasferirsi all’Arsenal, il club più accreditato ad accaparrarselo è l’Atletico Madrid. I Citizens non hanno alcuna intenzione di cederlo a una rivale come il Liverpool.

A questo punto entrerebbero in gioco le italiane, ma chi può permetterselo?

Il portoghese percepisce circa 8,5 milioni di euro a stagione. Grazie al Decreto Crescita, il suo ingaggio lordo sarebbe di poco superiore ai 10 milioni. Un Napoli con la Champions e una cessione avrebbe potuto permetterselo. Ora naturalmente gli Azzurri sono fuori dai giochi. La Juve ha abbondanza nel ruolo, quindi non è un’opzione.

L’Inter ha ceduto Lukaku e Hakimi, ma Inzaghi gioca con il 3-5-2, quindi è un’altra società da scartare. Teoricamente, visti gli investimenti effettuati dalla proprietà, fermo restando qualche cessione, potrebbe permetterselo la Roma. Tuttavia i giallorossi non giocano la Champions.

Di conseguenza, l’unica opzione reale in Italia è data dal Milan. La società rossonera sta cercando un calciatore offensivo dotato di grande tecnica ed esperienza internazionale. L’ingaggio del portoghese sarebbe sostenibile, ma andrebbero effettuate delle cessioni per finanziarlo (Romagnoli in primis).

I rossoneri avrebbero la vetrina della Champions, dove sono ritornati dopo una lunga assenza. Resta da vedere la cifra a cui i Citizens lascerebbero andare l’ex Benfica. Il ragazzo ha il contratto in scadenza nel 2025. Pertanto una valutazione di 50 milioni è quella più plausibile.

Naturalmente si possono trovare formule comode. Ci riferiamo a prestito con obbligo e pagamenti rateizzati. La conditio sine qua non è, naturalmente, quella di provvedere a delle cessioni. Il solo Romagnoli, uno dei papabili, non basterebbe.