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La cosa più difficile da dire è addio, quello che ha fatto Lionel Messi oggi. L’argentino ha tenuto una conferenza stampa al Camp Nou per salutare il Barcellona, il club in cui è entrato da adolescente e l’unico che ha rappresentato durante la sua straordinaria carriera.

Il Barcellona ha confermato la partenza di Messi già giovedì sera, provocando un piccolo terremoto nel mondo del calcio. Il suo contratto era scaduto a fine giugno ma i più credevano che un rinnovo fosse inevitabile. Nonostante la sua età, la “Pulce” non sta rallentando; Messi è stato il giocatore del torneo in Coppa America dove l’Argentina ha vinto il suo primo titolo dal 1993, segnando quattro gol e contribuendo con cinque assist. L’Albiceleste ha battuto il Brasile nella finale di Rio de Janeiro.

I rigorosi controlli finanziari della Liga, uniti all’incapacità del Barcellona di piazzare gli esuberi hanno fatto sì che i blaugrana non potessero mantenere i servizi di quello che molti considerano il più grande calciatore di tutti i tempi. Dovrebbe firmare per il Paris Saint-Germain nei prossimi giorni, dove si riunirà con l’ex compagno di squadra del Barcellona Neymar, a Mbappe e ad una squadra che colleziona giocatori come figurine, mentre il “suo” Barcellona entrerà in una nuova era.

Molti osservatori hanno affermato che se Messi avesse davvero amato il Barcellona avrebbe giocato per loro per niente, aiutandoli in campo senza incidere sulle loro finanze, soltanto perché è ricco e può permettersi un anno da… “svincolato” tesserato. Come ha sottolineato Colin Millar su Twitter, ciò non sarebbe stato possibile: la legge spagnola rende legalmente impossibile un’idea del genere. Ogni nuovo contratto deve essere un minimo del 50% del salario precedente, un meccanismo in atto per evitare manipolazioni finanziarie.