ADL Napoli

Per garantire la continuità aziendale, Suning ha dovuto cedere Achraf Hakimi. L’Inter non è in condizione di resistere alle offerte per Romelu Lukaku. L’addio del belga consentirebbe di migliorare i conti e investire una parte del ricavato sul calciomercato.

Il fondo Oaktree, che può prendersi la società, necessità di conti in ordine. Suning si è sforzata e ha vinto, ma questi problemi economici sono la logica evoluzione delle cose. I giornali inglesi riportano che i nerazzurri devono al Manchester United ancora 47 milioni di sterline per il belga.

L’azienda cinese sta avendo enormi problemi finanziari, che prescindono in buona parte dalla situazione contingente del covid e della situazione in Cina. Come Yonghong Li (anche se vi sono tantissimi punti divergenti), Zhang ha impegnato molti di questi soldi. Ci riferiamo all’acquisto di Lukaku, per il quale buona parte della cifra non è ancora arrivata nelle casse del Manchester United.

Viene quindi in mente la situazione ADL. Il presidente del Napoli è da anni nelle primissime posizioni, ma non ha mai fatto quel salto decisivo. Basti pensare che nelle due annate in cui gli azzurri sono stati campioni d’inverno, non è arrivato praticamente nulla sul mercato di gennaio. Il mercato di inizio 2018 non ha portato nessuno. La squadra di Sarri ha concluso con 91 punti (43 nel ritorno). Con un esterno destro di valore avrebbe potuto dare cambi fondamentali a Callejon o Insigne.

Per contro, questa attenzione certosina ai conti ha fatto sì che, almeno fino a quest’anno, ADL non ha mai avuto alcuna esigenza di vendere per ragioni di bilancio. Allo stato attuale la situazione è diversa in quanto il Napoli ha un monte ingaggi di circa 100 milioni. La pandemia ha portato indubbie ripercussioni sui conti e, naturalmente, l’assenza dalla Champions per due edizioni consecutive non può non incidere.

Detto questo, nelle due edizioni di calciomercato estivo precedenti a questa, il presidente partenopeo ha investito parecchio. Semplicemente il Napoli ha speso malissimo, indebolendo fortemente la squadra straordinaria che aveva in dotazione Sarri. In due stagioni sono arrivati pezzi pregiati, e carissimi, come Lozano e Osimhen.

In molti obiettano affermando che Suning ha vinto grazie agli sforzi economici. Il punto è che ha sfruttato l’annata in cui la Juve è stata assente. I bianconeri hanno raggiunto appena il quarto posto e per un clamoroso harakiri proprio del Napoli. Va da sé che il Napoli di Sarri, in tutte e tre le annate, avrebbe vinto facilmente il campionato scorso. E che l’Inter non avrebbe conquistato il titolo se avesse trovato una della Juve protagoniste nelle annate degli scudetti.

L’Inter è un’istituzione del calcio italiano e mondiale, si riprenderà. L’appeal come piazza è decisamente superiore a quello del Napoli. Suning ha potuto “impegnare” certe cifre (non usiamo il termine “investire” per ovvi motivi) anche per un discorso di brand.

Il Napoli, tolti gli anni di Maradona, non ha mai avuto un brand importante a livello internazionale. Ad ADL può essere imputato il fatto di non aver investito nei momenti decisivi. La comunicazione è fallimentare e sul piano gestionale vi sono altre criticità. Eppure, a livello oggettivo, sarebbe in malafede negargli tutti i meriti di questo insediamento stabile nei primissimi posti.