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“Il calciante destro” definito da Allegri in conferenza stampa ha un nome e cognome ben preciso: Miralem Pjanic. Il bosniaco vuole tornare in bianconero dopo un anno di incomprensioni con Koeman e con la filosofia del Barcellona.

Laporta deve rinnovare il contratto a Messi oltre che ufficializzare i nuovi acquisti. Per fare questo deve liberare spazio salariale per non contravvenire alle leggi della lega calcio spagnola, estremamente rigida in fatto di “salary cap” e limiti da non superare.

Il Barça, dunque, gioca con il fuoco perché il Messi visto nell’ultima stagione, Copa America compresa, potrebbe essere folgorato da qualche offerta “monstre”, magari da Parigi, e lasciare la casa madre dopo 20 anni di militanza.

Per evitare quella che per il popolo blaugrana sarebbe una tragedia, Laporta ha messo in atto una vera e propria svendita. Giocatori svincolati con ingaggio gravoso e cessioni anche dolorose per far fronte ai diktat della Federcalcio iberica.

Pjanic e la Juventus sempre alla finestra

Pjanic è il primo della lista. Il suo oneroso ingaggio deve essere liberato e la Juventus ha più che mai bisogno di un regista basso in grado di dettare i tempi, far girare la squadra e perché no, mandare meno punizioni sulla barriera o in curva di quante non ne mandi Cristiano Ronaldo.

“Mire” sul suo profilo ha scritto la stessa cosa dell’altro aspirante juventino Locatelli, cioè “calma”. Il tempo però cammina veloce. Le lancette del Barcellona cominciano a correre spedite se Laporta vorrà che Messi torni ad allenarsi in Catalunia al termine delle sue meritate vacanze.

Il Barça è anche disposto a cedere il giocatore in prestito a patto di non doversi accollare parte dell’ingaggio; un’operazione che non risolverebbe la situazione del tetto salariale mentre svincolerebbe il bosniaco a patto che non chieda una buonuscita.

La Juve, impantanata sul fronte Locatelli dalle bizze del Sassuolo che porta avanti una trattativa “all’inglese”, cioè senza sconti e con un prezzo chiaro da pagare tutto e subito, guarda la ritorno di Pjanic in maniera salvifica.

Il bosniaco è di casa a Torino, è un pupillo di Allegri e non avrebbe difficoltà ad interpretare e immedesimarsi nella mentalità della Juventus. Calma. Come giustamente ha scritto Pjanic. L’impressione è che le strade e i destini della vecchia signora e del centrocampista bosniaco sono destinati a incrociarsi nuovamente nel prossimo futuro, si tratta solo di mantenere la calma.

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