Che gli spagnoli fossero “calienti” è cosa risaputa, se poi consideriamo che Luis Alberto è andaluso, nato e cresciuto tra Cadice e Siviglia, questa caratteristica aumenta esponenzialmente. Ai tifosi non è piaciuto il comportamento del Mago, non presentarsi al raduno dopo 40 giorni di vacanze e senza aver partecipato ad Euro 2020 è stato un affronto difficile da perdonare anche per un idolo come lui. La società parla di un permesso concordato, nell’etere romano circolano indiscrezioni su dei problemi logistici del giocatore che starebbe cambiando abitazione; Sarri durante la sua conferenza stampa di presentazione taglia corto: gli da una collocazione tattica precisa, non lo esclude a priori, lo aspetta in ritiro per un confronto anche con la squadra e giustamente delega alla dirigenza qualsiasi decisione riguardo il suo comportamento.

Ma perché questo comportamento? Luis Alberto lo possiamo paragonare a un grande artista, geniale in campo ma anche a volte bizzoso nella vita di tutti i giorni, ricordiamo la polemica nata per le sue parole fuori luogo sul nuovo aereo della Lazio anche se pronunciate durante una diretta su un social network mentre giocava ai videogames. Probabilmente il giocatore spagnolo si è sentito spaesato in un momento di grande cambiamento della S.S. Lazio. La sua comfort zone si è sgretolata nel giro di una notte, quando Inzaghi ha deciso di andare a Milano sponda Inter. È indubbio che il Mago debba tutto all’allenatore piacentino, stava pensando addirittura al ritiro a soli 23 anni dopo le poco edificanti esperienze al Liverpool e al primo anno di Lazio con Pioli. Inzaghi invece ne ha compreso subito l’enorme potenziale, gli trova la collocazione tattica ideale partorendo il 3-5-2 che sarà il suo marchio di fabbrica. Luis Alberto diventa un giocatore geniale ed irrefrenabile sia vicino ad Immobile che come mezzala: gol, assist, dribbling spettacolari e tunnel, ma anche tante palle recuperate, che lo fanno diventare uno dei migliori giocatori della Serie A.

E adesso con Sarri che fine farò? Probabilmente è questa la domanda che ha tormentato Luis Alberto da fine giugno. Tutto quello che lo ha portato in alto, il lavoro di 5 anni, tutto distrutto in poche dalla decisione di altri. Il cambiamento nello sport a volte è necessario, ma non tutti reagiscono allo stesso modo ed a volte può fare paura.

Forse lo spagnolo aveva un’idea di Sarri sbagliata. Lo vedeva come un sergente di ferro, un integralista della sua idea di calcio che Luis pensa si addica poco alle sue caratteristiche. Ma l’allenatore toscano è un uomo di campo e di grande esperienza, non chiude assolutamente le porte in maniera aprioristica al giocatore andaluso e lascia che sia il terreno di gioco a parlare e lo dichiara apertamente alla stampa durante la sua presentazione. Solo un pazzo rinuncerebbe ad un giocatore del genere. Incontriamoci, parliamo, proviamo in allenamento e poi prendiamo una decisione insieme, questo è il credo Sarriano. E così fu.

Luis Alberto parte per il ritiro di Auronzo di Cadore, seppure con qualche giorno di ritardo e tra lo stupore di una parte della stampa, si presenta regolarmente in campo il giorno dopo tra gli abbracci di bentornato dei suoi vecchi compagni ed il benvenuto di Sarri che lo mette subito al lavoro con il resto della squadra senza alcun pregiudizio. Qualcosa scatta per entrambi, lo spagnolo probabilmente capisce che le idee che si era fatto durante le vacanze erano solo un grande castello in aria, sembra trovare subito le giuste motivazioni e un buon feeling con il tecnico toscano ed il suo calcio. Sebbene abbia lavorato solo 2 giorni con il resto dei compagni, Sarri decide di schierarlo per tutto il secondo tempo nella prima amichevole contro i dilettanti della Top 11 Radio Club, formazione che raggruppa i migliori dilettanti del Cadore, ed il Mago ripaga la fiducia con una doppietta e tanto impegno.

Oggi Luis Alberto avrà il tanto atteso faccia a faccia con il presidente Lotito ed il DS Tare, vedremo se ci sarà il tanto atteso chiarimento con la Società, ma visto quanto successo durante questi ultimi giorni di ritiro filtra ottimismo. Intanto i top club di mezza Europa sono alla finestra, c’è molto interesse per un giocatore con le sue qualità, ma in pochi riusciranno a far fronte ad un impegno economico all’altezza di un giocatore del genere.