A poco meno di un mese dall’inizio del campionato di Serie A, la situazione sui diritti tv appare tutt’altro che limpida. 

A riguardo l’Antitrust ha aperto un’istruttoria sull’accordo tra Tim e Dazn dopo che la piattaforma streaming si è aggiudicata, per il triennio 2021-2024, i diritti di trasmissione del campionato a fronte di un esborso di 840 mln di euro l’anno (340 garantiti da Tim). 

Nel mirino dell’indagine la distribuzione e il supporto tecnologico relativo ai contenuti dei Pacchetti 1 e 3 dei diritti per la visione delle partite di serie A. 

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) è dunque pronta a sospendere d’urgenza alcune parti dell’accordo. 

Per quali motivi? 

In primis si teme che l’accordo possa penalizzare gli sportivi abbonati per quanto riguarda la qualità del servizio. 

Inoltre l’accordo potrebbe discriminare gli altri operatori di telecomunicazione come Vodafone, Wind o Fastweb che si troverebbero a vendere internet coj lo svantaggio di essere privi della forza del richiamo del calcio. 

Già a giugno Sky, storica titolare dei diritti tv, aveva presentato ricorso all’Antitrust insieme alle contestazioni dei vari operatori di telecomunicazione. 

Contestazioni che hanno sortito l’effetto sperato dato che l’Antitrust si dice interessata a vederci chiaro. 

RISCHIO LIMITAZIONE DELLA CONCORRENZA

L’Autorità ritiene che l’accordo tra Tim e Dazn potrebbe causare significative distorsioni della concorrenza, si legge nell’istruttoria. 

Le restrizioni potrebbero pregiudicare lo sviluppo concorrenziale nel mercato dell pay-tv e in quelli collegati, come quelli dei servizi di telecomunicazione per esempio. 

Secondo l’Antitrust l’intesa rischierebbe di impedire ai consumatori di scegliere il proprio fornitore di connessione internet e la modalità di fruizione di Dazn. 

LA REPLICA DI TIM 

Non si è fatta attendere la risposta di Tim. 

L’azienda ha ricordato che le soluzioni tecniche sono disponibili per tutti gli operatori purché sostengano gli investimenti necessari. 

Tim ha precisato inoltre che non sarà previsto alcun obbligo di sottoscrivere contratti per poter accedere ai contenuti pay-tv. 

I clienti degli altri operatori possono infatti accedere liberamente alle offerte per i contenuti di Dazn, anche attraverso il set top box di Tim Vision. 

Circa la preoccupazione invece di una limitazione della libertà commerciale di Dazn nell’offerta di servizi televisivi a pagamento, Tim precisa inoltre che questo aspetto è stato “già chiarito dall’attrattività delle offerte già presenti sul mercato rispetto a quelle degli scorsi anni“.

Tim si dice fiduciosa nell’esito del contraddittorio con Antitrust. 
Staremo a vedere come si evolverà la vicenda.