di lorenzo

Dopo essere finito nell’occhio del ciclone della critica per la marcatura di Doku in Belgio-Italia, Giovanni Di Lorenzo si è riscattato alla grandissima. Una partita da “uomo dai 100 polmoni”.

Il suo Europeo è stato incostante. Eppure il terzino destro della Nazionale non ha mai perso la bussola. Di Lorenzo è andato in difficoltà, ha sbagliato, ha sofferto. Ma anche nei match più difficili ha tenuto con le unghie e i denti. Ed è riuscito a portare a casa il 6 in pagella.

Nella partita contro la Spagna è stato sollecitato da esterni di livello mondiale. Ed è stato ulteriormente responsabilizzato dall’assenza di Spinazzola. E ha impressionato per duttilità e capacità di incidere in più zone del campo. Ritorna il mente il match tra Udinese e Napoli alla Dacia Arena. Viste le difficoltà di Rrahmani, Gattuso decise di spostare il terzino toscano al centro. E nella ripresa la difesa partenopea soffrì decisamente meno.

L’uomo dai 100 polmoni, già. La cosiddetta “stamina” è la caratteristica che ne ha contraddistinto l’ascesa a questi livelli. Dalla C2 al posto da titolare in nazionale in pochi anni. Professionista esemplare, Giovanni Di Lorenzo sopperisce a qualche limite tecnico-difensivo con una generosità e una grinta fuori dall’ordinario. In campionato ha attraversato momenti di difficoltà, ma non è mai caduto definitivamente. E dopo ogni caduta si è rialzato.

Si parla tanto di calciatori dotati di talento notevole ma poco volenterosi. L’ex Empoli è l’esatto opposto. Non partendo da basi tecniche eccelse, ha dovuto affinare le proprie skill e ha fatto leva sulla propria abnegazione. Classe operaia in Paradiso. Nella storia del calcio queste favole sono tante. Giovanni Di Lorenzo spera di aggiungere il proprio nome, mettendo in bacheca un trofeo di rilievo.

E pensare che, quando aveva 24 anni e fu acquistato dall’Empoli, la prospettiva massima era quella di qualche comparsata in Serie A. Arrivato al Napoli nonostante la retrocessione dei toscani, è diventato subito titolare. E alla prima partita in Champions ha fermato Mané. E ha fatto sfigurare il dirimpettaio Robertson. Due detentori della Champions.

Qualcuno ha criticato Mancini per aver scelto Di Lorenzo addirittura tra i convocati. Gli preferivano D’Ambrosio. Visto anche l’infortunio di Florenzi, il ragazzo si è preso la fascia destra difensiva. Aveva di fronte Dani Olmo, poi Ferran Torres. Ha vinto il duello con il dirimpettaio Jordi Alba e ha interrotto passaggi chiave che avrebbero potuto innescare gli esterni.

Sempre ben posizionato nei cambi di gioco avversari e negli inserimenti, il terzino azzurro ha sventato tante minacce. Strepitosa una diagonale con cui ha salvato in angolo. Quando la Roja saltava la pressione azzurra, Di Lorenzo era lì a occupare lo spazio di Bonucci.

Il suo sostegno a Gianluigi Donnarumma ha dato ossigeno alla partenza della manovra. Il portiere ex Milan aveva una linea di passaggio per cominciare l’azione. Sinonimo di calcio moderno, approccio perfetto, adattabilità e umiltà.