A Euro 2020 stanno tenendo banco le discussioni sull’inginocchiarsi o meno da parte delle nazionali. C’è chi si inginocchia. C’è chi non si inginocchia. C’è chi lascia la scelta ai propri calciatori. E poi c’è chi… decide in base agli avversari.

Questa la nota della FIGC italiana: “Come ha spiegato Chiellini, la squadra si inginocchierà per solidarietà con gli avversari e non per la campagna in sé, che non condividiamo. I giocatori austriaci non si sono inginocchiati e i nostri sono rimasti in piedi. Se quelli del Belgio lo faranno, anche i nostri saranno solidali con loro”.

Non c’è condivisione con il movimento Black Lives Matter ma gli Azzurri hanno deciso di inginocchiarsi solo per rispetto al Belgio. Una scelta totalmente diversa rispetto a quella precedente a Italia-Galles. Nel match dell’Olimpico, metà squadra si è inginocchiata, l’altra metà no.

Naturalmente non possiamo entrare nel merito di scelte personali. Abbiamo preso atto della decisione dei singoli calciatori, riportando giornalisticamente la situazione. Il comunicato della FIGC mette invece d’accordo coloro che sono d’accordo al fatto che i calciatori si inginocchino e coloro che sono contrari al gesto.

O ci si inginocchia sempre o mai. E invece ci si inginocchia a fasi alterne a seconda dell’avversario. Quella presa non è certamente una decisione coerente tantomeno frutto della libera scelta dei calciatori. Una decisione “cerchiobottista”, come se mancasse personalità per prendere una posizione in un senso o nell’altro. Scelta adottata per paura di scontentare qualcuno.

In realtà si scontentano un po’ tutti. Lasciare alla singola discrezionalità, come fatto in precedenza, visto che ognuno è libero di rispondere delle proprie azioni, era troppo complicato…