La partita tra Italia e Austria non ha presentato grosse criticità a livello arbitrale. Anthony Taylor, direttore di gara inglese e considerato uno dei migliori al mondo, ha toppato nella gestione dei cartellini.

Odiamo fare le vittime e scrivere articoli di parte. Tuttavia, attenendoci semplicemente al regolamento oggettivo, non possiamo non notare un utilizzo discrepante dei cartellini. L’Austria ha picchiato duro ma Taylor ha incredibilmente sorvolato su molti interventi da giallo.

Hinteregger è entrato duro e in netto ritardo su Barella: meritava il giallo, Taylor ha semplicemente fischiato fallo. Nel secondo tempo intervento molto brutto di Baumgartner su Di Lorenzo. Il fatto che il tackle sia stato effettuato nell’area di rigore italiana non giustifica la mancata applicazione del provvedimento disciplinare.

Un paio di volte Jorginho e Verratti sono stati buttati a terra con spinte e tackle e il direttore di gara inglese non ha fischiato il fallo. Il centrocampista italo-brasiliano ha subito un brutto intervento di Grillitsch (pestone) sul finale di primo tempo. Neanche qui giallo da parte di Taylor.

Sul gol annullato ad Arnautovic il fuorigioco sembrava evidente. Il fatto che l’assistente di linea non se ne sia avvenuto è grace. Così come sono gravi alcuni sbandieramenti in netto ritardo.

Taylor non ha fatto disastri, ma la sua direzione non può essere definita una giusta direzione all’inglese. Se il regolamento sancisce che determinati interventi sono da giallo, il provvedimento apposito va comminato. Ciò ha contribuito a fare sì che la squadra più incline a picchiare si sia sentita più a proprio agio. Il giudizio complessivo può essere 5,5.