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Due giocatori già ai quarti di finale (Maehle con la Danimarca e Pessina con l’Italia); altri tre (De Roon, Malinovskyi e Gosens) che si giocano l’accesso tra le migliori otto di Euro 2020. Verrebbe da dire “Tantalanta”! Ma soprattutto è evidente la mano lunga di Gasperini su questa folta presenza bergamasca nella massima competizione continentale, che fa dell’Atalanta una realtà del calcio europeo.

Andiamo adesso ad analizzare le prestazioni dei singoli giocatori della Dea.

Partiamo da Matteo Pessina. Mancini lo aveva inizialmente escluso, al suo posto aveva preferito Sensi. Un infortunio di quest’ultimo gli ha consentito di essere nuovamente convocato. Ha atteso il suo momento e nella terza partita contro il Galles è partito titolare segnando il gol decisivo dell’1-0, ripetendosi ieri sera nella sofferta vittoria contro l’Austria. Decisivo nel suo percorso di crescita, la fiducia del Gasp, che, una volta ceduto il Papu Gomez, ha saputo esaltare i suoi inserimenti e il suo prezioso lavoro in fase di non possesso. Lavoro, poi, ripreso ed ottimizzato da Mancini.

Altro giocatore sopra le righe è sicuramente Joakim Maehle. Acquistato dall’Atalanta per 10 mln dal Genk, per sostituire il lungodegente Hateboer, è stato artefice di un’ ottima seconda parte di stagione. Giocatore di corsa e prezioso in entrambe le fasi, ad Euro 2020 è esploso definitivamente realizzando due bei gol contro Russia e Galles. E la quotazione aumenta, ma certamente l’Atalanta,almeno per quest’anno, non se ne libererà.

Marten De Roon, è l’elemento imprescindibile del calcio di Gasperini. Nella Dea, insieme a Freuler, copre gli attacchi degli esterni e dei tre centrali difensivi che si sganciano. Proprio in quest’ultimo caso, lo troviamo a fare il centrale difensivo, quasi da libero aggiunto, caratteristiche che ricopre anche con la nazionale olandese.

Robin Gosens è il calciatore che ha usufruito maggiormente degli insegnamenti del Gasp. Arrivato in punta di piedi dall’Heracles (campionato olandese), sotto la guida del tecnico di Grugliasco, ha cominciato ad arare la fascia unendo spiccate capacità realizzative (12 gol quest’anno) e di assist. Si è accorto di lui anche Low, che ha deciso di giocare a tre dietro, in modo tale da sfruttare le sue caratteristiche a tutto campo sulla fascia. Memorabile la sua prestazione contro il Portogallo.

Concludiamo la nostra analisi con Ruslan Malinovskyi. Dei cinque, è quello che ha deluso di più, considerata la sua grandissima stagione. Certamente ha inciso la deludente disposizione tattica e tecnica dell’Ucraina di Shevchenko, che si è qualificata solamente come migliore terza. Ora Malinovskyi e la sua Ucraina sono attesi dalla Svezia, avversario tosto ma alla portata e potrà certamente recuperare il terreno perduto.

Questo Europeo in salsa atalantina dimostra, per l’ennesima volta, che Gasperini è il miglior allenatore nel valorizzare il materiale umano a disposizione insieme a Conte.