“Ma chi è… è vecchio e se fosse forte non giocherebbe in una squadretta del campionato inglese”. Questa è la frase media del tifoso giallorosso alla notizia che il portiere portoghese sarà con molta probabilità il nuovo numero uno giallorosso della nuova era di Mourinho. “Ecco un altro brocco… altro che Donnarumma”

Fino a ieri sera.

Le due parate clamorose su Pogba e Griezmann hanno fatto il giro del mondo e il paragone con il personaggio dei cartoni animati Benji Price è diventato il nuovo tam tam dei social al grido di “Prendiamocelo, e prendiamocelo subito, prima che lo faccia qualcun altro” tanto per citare il “Libanese” nella fortunata serie “Romanzo Criminale”.

Perché adesso altro che Donnarumma, c’è Spiderman-Rui Patricio che tutt’a un tratto è diventato esplosivo, reattivo, costante, impeccabile. Onde emotive. Il portiere a sua insaputa e facendo il suo dovere ha scoperchiato il vaso di pandora del tifo giallorosso, quella mancanza di equilibrio che porta a etichettare un giocatore da brocco a fenomeno, e viceversa, nell’arco di una frazione di secondo.

I portieri, essendo in prima linea con i loro errori ma anche con le loro parate esaltano questa mancanza di equilibrio, questo “fomento” che diventa “vattene” nell’arco di un sussulto, di un’indecisione, di un dubbio di una frazione di secondo che può portare al gol.

La filosofia aristotelica diceva che “in medio stat virtus”, etichetta che non si può certo applicare ai tifosi giallorossi, ma possiamo asserire con assoluta certezza che nel caso di Rui Patricio “in medio stat veritas”, una licenza poetica che ci prendiamo per dire che il portiere non è né un fenomeno né un brocco.

Il portoghese è un buon portiere che vive di alti e bassi come tutti gli estremi difensori, chi più chi meno, fenomeni compresi, vedasi l’ultima stagione del compianto Alisson e quello che ha combinato con i suoi piedi da centrocampista.

Una cosa è certa: la virtù che non potrà mancare a Rui Patricio, quando e se sbarcherà a Roma, saranno le spalle larghe e il carattere, perché stare dentro l’Olimpico sentendo il brusìo del pubblico non è una bella esperienza e la partita può diventare molto lunga. Chiedere a Olsen e Pau Lopez per ulteriori dettagli.