Evidentemente per Urbano Cairo che la Lazio dovesse scansarsi era cosa dovuta; la salvezza un qualcosa da ottenere per grazia ricevuta e non sul campo e così, a fine partita, ha ingiuriato l’attaccante della Lazio e della Nazionale Ciro Immobile, reo di aver giocato “con il sangue agli occhi” una partita di calcio.

Il centravanti non solo non ha lasciato correre gli insulti piovuti addosso da un presidente di una squadra di calcio, ma anche reso pubbliche le offese con un comunicato molto eloquente su Instagram:

Tutti sanno chi è Ciro Immobile. Dentro il campo, e soprattutto fuori. Posso accettare le critiche al calciatore, non gravi offese diffamatorie all’uomo che sono. Soprattutto se quest’ultime arrivano da dirigenti del mondo del calcio. Al termine della partita di questa sera il Presidente del Torino Urbano Cairo mi ha raggiunto all’ingresso dello spogliatoio della Lazio iniziando ad offendermi, a scagliarsi verbalmente nei miei confronti rivolgendomi gravi accuse infamatorie, accusandomi di aver giocato la partita con “il sangue agli occhi”, e altre cose riguardanti anche la gara d’andata di questo campionato disputata contro il Torino, arrivando perfino a dirmi che ho giocato quella gara positivo al COVID.Non smetterò mai di ringraziare il Presidente Cairo per avermi dato la possibilità di consacrarmi nel Torino come calciatore, ma non posso sorvolare su un episodio che oltrepassa la dimensione calcistica. Tutti sanno chi è Ciro Immobile; un calciatore, sì, ma soprattutto un uomo rispettoso delle regole e dei principi della lealtà. Non posso tollerare ingiurie ed infamie che diffamino, senza alcun valido motivo, la mia persona.

Un J’Accuse gravissimo nei confronti del presidente del Torino che, invece di ringraziare Nicola e festeggiare un punto strappato con le unghie e con i denti alla penultima giornata, si è sentito in dovere di riprendere a brutto muso un tesserato di un’altra squadra per aver fatto il suo lavoro.