Torna a risuonare forte e prepotente il nome di Pep Guardiola nella cornice più bella del mondo, quella della Champions League. Il suo Manchester City ha infatti portato a casa una pesantissima vittoria che, considerando che si giocava al Parco dei Principi, ha quasi il sapore della finale per l’ex allenatore di Barcellona e Bayern.

La partita è stata a due volti con un primo tempo a tinte parigine ed un secondo ad esclusivo appannaggio degli inglesi. Nella prima frazione il dominio di Pochettino è stato evidente.

Ci si poteva aspettare un City in continuo possesso del pallone ed un Paris pronto a sfruttare le ripartenze ma in realtà i padroni di casa, nei primi 45 minuti, hanno gestito la palla con grande facilità e ottima qualità. Di Maria e Neymar in particolare hanno inventato trame di livello assoluto che potevano portare ad un sereno doppio vantaggio al riposo.
Anche il nostro Florenzi ha tirato fuori una prestazione lucida, di qualità e continua dimostrando di poter navigare tranquillamente a questi livelli.

Se però il primo tempo ha detto solo Psg, il secondo è stato l’esatto opposto. Dopo i tanti errori iniziali, i Citizens sono finalmente entrati in partita prendendo in mano il gioco e riuscendo ad imporre il proprio ritmo. È cresciuta la qualità delle giocate, di De Bruyne e Foden in particolare, ed è cresciuta l’intera prestazione di squadra.

Non si esagera nel dire che il secondo tempo si è giocato esclusivamente nella metà campo francese. Se inizialmente gli inglesi, senza riferimenti avanti, facevano fatica a riempire l’area e rendersi pericolosi, nella seconda metà di gara, senza inserire una punta, Guardiola è riuscito ad alzare il baricentro della squadra e trasmettere fiducia e coraggio ai suoi che senza creare troppi pericoli sono riusciti a gestire la partita con grande padronanza.

Foto Squawka

L’espulsione di Gana Gueye ad un quarto d’ora dal termine ha poi permesso agli ospiti di gestire il finale senza affanno.
Certo c’è voluto un episodio come quello del gol, quantomeno inusuale, di De Bruyne per cambiare volto al match ma nel complesso è stato premiato il cambio di atteggiamento.

In una competizione come questa dove il livello è massimo i dettagli fanno la differenza e la fortuna gioca un ruolo di rilievo assoluto per cui una rete come quella dell’ex Chelsea può cambiare il destino di una partita.
Ed è proprio al capitano belga che vanno gli onori, e non è una novità, del migliore in campo: un’altra prestazione di spessore assoluto per il migliore assist man al mondo e totale trascinatore della squadra di Pep.

Tra l’altro De Bruyne dimostra ancora una volta di avere grande feeling contro il PSG dopo averlo purgato per ben due volte nei quarti di cinque anni fa. Altra menzione speciale merita senza ombra di dubbio il giovane Foden.
Un ragazzo così giovane che è riuscito a diventare inamovibile in una squadra dove di certo il talento non manca e che si impone in un palcoscenico tale con questa personalità e questo talento è inevitabilmente da applausi.

Chi è stato il grande assente stasera è Kylian Mbappe. Il fenomeno francese si è visto poche volte così in ombra e fuori dal gioco. Quasi un intruso, avulso totalmente dal contesto di livello assoluto che lo circondava. Ed è tutto dire se parliamo di un talento destinato a dominare la scena calcistica per gli anni a venire. Determinante sotto questo aspetto è stato un Walker capace di tirare fuori una partita esemplare sotto il punto di vista dinamico e dell’attenzione.

Questo tuttavia non basta per spiegare una prestazione così sotto tono e la speranza è di vederlo al top settimana prossima in Inghilterra. Insomma, ci sarà da divertirsi al ritorno fra sei giorni. Tuttavia, anche se la bilancia della qualificazione è ora tutta dalla parte del City occhio a dare per morti i francesi che in questa edizione della Champions League si sono dimostrati più efficaci in trasferta che in casa e soprattutto sono dotati di un talento e una qualità tale da poter rendere possibile qualsiasi tipo di impresa.