Dopo Roma, Latina è la seconda città più popolosa del Lazio. A sud di Roma troviamo una città di recente creazione (fu inaugurata il 18 dicembre 1932) e il suo ideologo fu il dittatore fascista Benito Mussolini. A dimostrazione del suo potere, ordinò la costruzione di una città nella pianura nota come Agro Pontino, che fu bonificata. Oggi parliamo della sua squadra di calcio, della curiosa architettura della città e del suo simbolo: lo stesso leone alato che rappresenta Venezia.

Una città con meno di 90 anni

Manipolare la natura a proprio piacimento, come segno di potere. Questo era uno dei grandi desideri di Benito Mussolini in Italia. Nel Ventennio fascista, il dittatore inaugurò una città in cui realizzare tutta l’architettura razionalista, quella che seguiva i canoni imposti da Oriolo Frezzotti e che abbracciava il regime fascista. Fu fondata con il nome di Littoria in omaggio al Fascio Littorio – simbolo del fascismo italiano che ancora oggi orna molti edifici del Paese – e fu proprio Mussolini a ordinare a 30.000 persone di popolare la sua nuova creazione.

La Torre Civica di Latina, classico esempio di architettura fascista

Nel dicembre del 1932 Mussolini consigliò agli abitanti soprattutto delle regioni settentrionali del Friuli e del Veneto di popolare la nuova città simbolo del fascismo (Mattia Perin, nativo di latina, ha origini venete). L’idea di una grande città costruita ex novo stava prendendo piede e Littoria cresceva di anno in anno fino a quando, nel pieno della seconda guerra mondiale, subì un grande massacro con i bombardamenti. Subito dopo la Grande Guerra, si decise di cambiare il nome della città per ordine del nuovo governo democratico, adottando il vecchio nome di quella zona.

Era il 1945 e con il nuovo nome della città nacque la sua società calcistica: il Latina Calcio 1932. La squadra predecessora era l’Associazione Sportiva Littoria, fondata nel 1935.

Il logo vecchio e quello nuovo del Latina Calcio

La leggenda del leone alato di San Marco

Nell’attuale stemma del Latina Calcio troviamo due simboli: il leone alato di San Marco – anch’esso simbolo di Venezia – e la famosa torre del municipio. La leggenda del simbolo veneziano adottato dalla giovane città deriva in parte dalla colonizzazione degli abitanti della città lagunare. Ma non è l’unico motivo. Anche per l’insistenza di Mussolini, la chiesa di Latina è stata realizzata in omaggio a San Marco Evangelista. Volendo mantenere l’estetica che regna in tutta la città, è stata costruita sotto questi canoni dell’architettura fascista, molto presente a Roma e in tutta Italia.

Il Leone di San Marco, uno dei simboli più riconosciuti del cristianesimo, sovrasta l’imponente piazza che ospita la famosa basilica veneziana, ma non solo. Gli abitanti di Venezia hanno esportato il loro grande simbolo in una città di recente creazione. Ora fa parte anche della storia di Latina.

Il leone di San Marco a Venezia

L’apogeo di una squadra anonima

Prima della ribalta di qualche anno fa, il Latina era diventato famoso per essere la squadra dove è cresciuto un futuro campione del mondo. Nella stagione 1973-‘74 la squadra annoverava tra le proprie fila un giovanissimo Alessandro Altobelli, che chiuse il campionato con 7 gol e fu notato dal Brescia, che lo acquistò per sessanta milioni di lire. Qualche anno dopo, il Latina lanciò anche Andrea Carnevale, elemento che vinse in Italia e in Europa, mentre in nazionale non ebbe fortuna a Italia ’90.

Alessandro Altobelli con la maglia del Latina

Non molto tempo fa, il Latina Calcio ha sfiorato la Serie A. Nel 2013 anno in cui ha alzato la Coppa Italia di Serie C e, soprattutto ha vinto i play-off, ha raggiunto la promozione in Serie B.

L’anno successivo, grazie a una grande stagione e all’operato del suo sindaco di allora, Di Giorgio – che si è fatto conoscere sotto Berlusconi e ha ricoperto anche un posto nella federazione – la squadra nerazzurra si è battuta contro squadre storiche come Bari e Cesena per la promozione in serie A. Una squadra di una città con, all’epoca, poco più di 80 anni, avrebbe potuto giocare in Serie A.

La Curva Nord, il cuore del tifo del Latina

L’apogeo è durato lo spazio di una stagione. Nelle due stagioni successive, il Latina si è salvato soffrendo, mentre i problemi economici prendevano il sopravvento. Nel 2016/2017 la squadra è arrivata penultima in Serie B e, a fine stagione, è fallita. È partita poi dalla Serie B con il nome ufficiale Società Sportiva Dilettantistica a r.l. Latina Calcio 1932.

Anche in Serie D la squadra si è confrontata contro squadre ricche di storia come l’Avellino, o club dei quartieri storici della capitale italiana, come il Trastevere Calcio. Nel 2017 era tempo di creare un nuovo club in una delle città più giovani d’Italia. Sotto la guida dell’ex calciatore Damiano Coletta, il primo sindaco di sinistra della città di origine fascista, la società ha preso una nuova direzione e oggi si affaccia su un nuovo orizzonte con l’obiettivo di tornare rapidamente ai fasti della Serie B.