Signore dello sport, storico radiocronista, immenso uomo di cultura, Riccardo Cucchi ha unito le tifoserie. Ha descritto lo scudetto della Roma con garbo, professionalità ed enfasi, nonostante abbia rivelato il proprio tifo per la Lazio. Ha lavorato tutta la vita dando lustro e onore alla professione di giornalista.

Riccardo Cucchi è un’istituzione del giornalismo italiano. Pacato, gentile, colto, raffinato e intelligente, i suoi commenti sono scevri da falsità, malafede e polemica inutile. Il suo amore dello sport è espresso attraverso i suoi messaggi. Messaggi educati e sinceri. Il giornalista romano non è il classico esempio di “politicamente corretto”. Non di rado risponde a tweet di contestatori, ma lo fa con uno stile d’altri tempi.

Ha deciso di andare in pensione da qualche anno, ma continua a twittare. Tweet mai banali, sempre intelligenti e lucidi, lontani da qualunquismo e politicamente corretto. Riesce a districarsi tra utenti di varie tifoserie, non venendo etichettato o bollato da nessuno. La sua posizione contro la Superlega è stata chiara. Ha ricevuto qualche commento maleducato, ma ha replicato con lo stile che ne ha contraddistinto la carriera.

Questo tweet è l’emblema della persona straordinaria che è Riccardo Cucchi.

Imperversano i #CeferinOut (anche giustamente). Gli utenti si stanno scannando sulla Superlega. A prescindere dal merito, che possiamo essere d’accordo o meno con il suo pensiero, le argomentazioni addotte da Riccardo Cucchi ai propri pensieri sono sempre meritevoli. Per questi motivi #RiccardoCucchiIn