All’Olimpico c’è un’atmosfera quasi londinese. Pioggia scrosciante e tanti tanti tuoni oltre a quelli che si sono visti in campo tra Lazio e Benevento.

Primo tempo: Lazio in netto controllo

La partita inizia subito molto forte per i biancocelesti, che riescono a neutralizzare le prime offensive del Benevento. Dopo dieci minuti poi arriva il gol-non gol di Immobile, che prima si vede annullata la rete, per apprendere dopo la convalidazione dell’arbitro che la rete è stata assegnata a Depaoli come autogol. Durante i primi quarantacinque gioca bene anche il Tucu Correa, protagonista di diverse azioni valide e di un gol su rigore. Il tempo a Roma non è dei migliori, ma in sala VAR la ricezione pare funzionare molto bene. Gli assistenti infatti si trovano a dover intervenire almeno in cinque momenti salienti della partita. Compresi i due rigori della Lazio (uno segnato da Correa, l’altro sbagliato da Immobile), quello per il Benevento; e nelle reti di Immobile, convalidata, e Lapadula, annullata per fallo in area.

E’ proprio durante tutto il primo tempo che la Lazio spara le sue cartucce. Segna tre gol e ne subisce uno, neanche per via di un suo errore, essendo stato Sau molto abile ad insaccare un gran gol a giro alla sinistra di Reina. La difesa si muove bene e il Benevento non ha mai dimostrato di poter fare troppo male. Sembra non poter andare nulla per il verso sbagliato anche durante il primo tempo, e invece…

Secondo tempo: i biancocelesti sono alle solite

Pippo Inzaghi dunque si trova a dover gestire i secondi quarantacinque cercando di limitare i danni, ignaro di quello che sarebbe successo in seguito. La Lazio gioca bene fino al rigore sbagliato da Immobile. Palla alla destra di Montipo, parata dall’estremo difensore che poi neutralizza anche la ribattuta di Fares, protagonista di un’ennesima partita sottotono. Da qui declino totale. Il Benevento sale in cattedra e capitalizza tre calci piazzati. Due gol verranno convalidati; uno, quello di Lapadula, annullato per fallo in attacco.

È infatti in occasione di un angolo che Marusic commetterà fallo su Ionita regalando il rigore e il gol a Viola. Il trentunenne mancino si è reso protagonista poi della maggior parte degli attacchi del Benevento: con il suo ingresso in campo è cambiata la partita.

Eppure la Lazio sembrava poter gestire bene il risultato, anche dopo il quattro a due. Compatta tutto sommato durante le offensive del Benevento ma troppo disattenta nei calci da fermo. In Serie A questo si paga, e ci pensa Kamil Glik a spiegarlo per l’ennesima volta in questi novanta minuti alla formazione oggi allenata da Farris. Inzaghi, che avrà sofferto e non poco dal divano di casa, è infatti ancora positivo al Covid-19 insieme alla sua famiglia. Ottantacinquesimo ed ennesimo accorcio de Benevento in una partita imprevedibilmente infinita. I biancocelesti allora perdono un po’ le staffe, e lasciano il gioco agli ospiti che fanno il buono e il cattivo (soprattutto quest’oggi) tempo all’Olimpico.

Ci dovrà pensare il bomber di Torre Annunziata Immobile a chiudere i giochi al novantaseiesimo ed ultimo minuto di gioco. Dopo otto partite a secco Ciro ha evidentemente deciso che è arrivato il momento di cambiare marcia: se non gira lui a quanto pare anche la Lazio fa fatica. Finisce 5-3 la partita all’Olimpico, ma i biancocelesti ancora non ci sono. La vera speranza è che Immobile con questi due gol abbia dimostrato di essere definitamente tornato, lui sarebbe l’acquisto Champions in più per questo folle, disperato ed ultimo arrembaggio verso il quarto posto. Intanto il Benevento si rammarica e non poco per questo risultato poco fedele alla sua prestazione.