Inter-Cagliari è stata una partita contraddistinta dalla stanchezza accumulata dalla squadra nerazzurra nelle ultime settimane. Antonio Conte ha optato per un 4-3-3 con tre calciatori tecnici. Brozovic ha giocato da “volante” mentre Sensi ed Eriksen hanno agito da mezzali. Nel primo tempo il danese ha giocato come centro-destra e Sensi come centro-sinistra. Già nelle ultime battute della prima frazione di gioco, Conte ha invertito i due calciatori.

Il Cagliari ha difeso a tre, con linee molto strette e puntando sui contrattacchi e le spizzate di Leonardo Pavoletti. Quest’ultimo ha guadagnato tanti falli, ma il Cagliari ha creato poco e nulla per buona parte del match. La partita è stata, per buona parte, brutta e combattuta.

Il primo tempo è stato sonnecchiante, con poche occasioni. L’Inter ha tirato in porta un paio di volte, una con Eriksen e l’altra con Darmian. Vicario è stato sicuro e attento, sulla falsariga dell’ultima, ottima, stagione in Serie B tra i pali del Perugia. A decidere il match, in un secondo tempo non bello, è stata una giocata di Lukaku. Il belga ha innescato Hakimi, che ha poi messo in mezzo un pallone che Darmian doveva solo spingere in rete.

Il Cagliari ha dimostrato ottima organizzazione difensiva per parte del match, ma è apparso spaventato. La partita era complicatissima, ma i sardi hanno osato poco. In attacco, oltre ai soliti palloni alti per Pavoletti, si è visto ben poco. Le azioni manovrate si contano sulle dita di una mano, mentre l’organizzazione offensiva ha lasciato a desiderare.

L’Inter di Conte ha assunto una sua fisionomia ben marcata oramai da mesi. Anche quando non è brillante, si ha la sensazione che rischia sempre poco e che il gol può trovarlo da un momento all’altro. La società ha costruito una rosa importante. Tutti gli effettivi danno il loro contributo. Su Darmian sono invece palesi i meriti di Conte. L’ex Parma è un calciatore inaspettatamente rigenerato. Oltre al gol, l’esterno milanese ha presidiato perfettamente la fascia, convincendo in entrambe le fasi.

Non si può, infine, affermare che l’Inter non abbia gioco. Nonostante la poca brillantezza generale, il centrocampo si è reso protagonista di tocchi di prima e triangoli rapidi. Il movimento senza palla c’è stato e il gol è stato un manifesto dell’Inter contiana. La squadra ha meccanismi ben oliati in ambo le fasi. Ottenere tutte queste vittorie consecutive non può essere, naturalmente, frutto del caso.