Esattamente 23 anni fa, il 22 marzo 1998, Ronaldo il Fenomeno mise a segno uno dei suoi più bei gol della sua carriera.

Descritto da numerosi difensori di livello internazionale come il più pericoloso centravanti mai affrontato, Ronaldo è stato un attaccante completo: forte fisicamente e prolifico sotto porta, era uno dei giocatori più rapidi al mondo, ma sapeva abbinare alla velocità un vasto repertorio tecnico che comprendeva finte, dribbling e doppi passi. La sua carriera è stata condizionata, tuttavia, da gravi infortuni, soprattutto alle ginocchia, e, nella fase finale, da evidenti problemi di peso.

“Per la mia generazione è stato quello che Maradona o Pelé erano per le precedenti. Era immarcabile. Al primo controllo ti superava, al secondo ti bruciava, al terzo ti umiliava. Sembrava un extraterrestre” – ha dichiarato Fabio Cannavaro in una intervista.

La rete fu segnata nel derby di Milano. Quel Milan aveva grandi campioni, ma anche giocatori per nulla irresistibili, mentre l’Inter si giocò lo scudetto e conquistò la Coppa UEFA.

L’autore del passaggio fu Ciccio Moriero. Nel 1997-1998 Moriero ha disputato una delle migliori stagioni giocate da un esterno italiano. Il problema è che l’ala leccese non si è più ripetuta. Nelle due stagioni successive, Moriero giocò poco causa infortuni, mentre nel Napoli al ritorno in Serie A deluse totalmente le attese.

Ovviamente, il calciatore che faceva risaltare quell’Inter era ovviamente Ronaldo il Fenomeno. La prima stagione in nerazzurro non fu sempre costante, ma il brasiliano toccò picchi elevatissimi. La sua partita più bella fu la finale di Coppa UEFA contro la Lazio. In quel derby del 22 marzo Ronaldo segnò il secondo gol dei nerazzurri, che andò a sommarsi alla doppietta del Cholo Simeone.

Da notare il fatto che Ronaldo si muove al momento giusto e si coordina alla perfezione per impattare il pallone con i giusti tempi in modo da oltrepassare un gigante come Sebastiano Rossi proteso in uscita.

L’azione dell’Inter è fenomenale, come fenomenale è l’esecuzione del brasiliano: un mix di pianificazione e genialità. Ronaldo ha poi reputato quel gol come il più bello della sua carriera in nerazzurro.