fonseca fiorentina

Prima o poi doveva accadere: la Roma ha perso una partita contro una “piccola”, il Parma, che non vinceva in Serie A da una vita, precisamente il 30 novembre 2020. Per la prima volta nella sua gestione, Paulo Fonseca ha dato l’alibi della stanchezza alla squadra che, come sempre accade nella sponda giallorossa del Tevere, è bastata per dare ai giocatori la scusa per non dare il massimo, per sentirsi autorizzati a tirare i remi in barca.

Errore Paulo, grosso errore: a Trigoria l’alibi è una crepa dove chi può si incunea, ed il risultato è stata una partita che al netto di decisioni arbitrali forse discutibili, la Roma ha interpretato con sufficienza. Con appunto tanti alibi: assenze, stanchezza, mancanza di alternative tattiche, giocatori riciclati in posizioni non naturali che hanno fatto loro tutte le scuse del mondo.

Dopo la scintillante prestazione contro lo Shakhtar, fatta di personalità e gioco, nessuno avrebbe previsto la sconfitta di Parma che ha sbattuto il mister e la squadra di nuovo sul banco degli imputati. Forse l’allenatore portoghese, per quanto abbia i nervi saldi, comincia a sentire questa continua marea che lo sbatte a riva e lo rimanda a largo con la velocità di un mare sotto maestrale.

Le contemporanee vittorie di Atalanta e Napoli non hanno certo addolcito la pillola, amarissima, sancendo il sorpasso in una classifica cortissima che ha sbattuto la Roma dall’oscillare in terza o quarta posizione, all’onta di un sesto posto che la piazza ha subito additato a fallimento, come se il contrario non possa più avvenire.

Tramortita dagli emiliani in campo, sbeffeggiata dalla Lega in merito ai ricorsi: la società giallorossa ha visto confermato il 3-0 a tavolino a Verona e rifiutato il sacrosanto posticipo a lunedì richiesto per avere più tempo dopo la trasferta di Donetsk, prevista per giovedì sera.

“Motivazioni ridicole in seguito alla richiesta di spiegazioni per Juventus-Napoli” – Fienga ha definito così la risposta della Lega alla sua lettera. (Foto Twitter Ufficiale AS Roma)

Se nel caso Verona-Roma si sarebbe creato un pericoloso precedente in caso di assegnazione del punto ai giallorossi (le regole vanno rispettate e chi sbaglia paga), il caso del posticipo a lunedì sera di Roma-Napoli, negato ai giallorossi, è sembrato un vero e proprio dispetto privo di ogni genere di fondamento logico dato che spesso e volentieri è stato accordato alle squadre impegnate in Europa il giovedì sera, soprattutto in trasferta.

Fienga ha chiesto spiegazioni per il rinvio di Juventus-Napoli e ha ricevuto in cambio una risposta vaga e senza particolari motivazioni, in stile “fatti gli affari tuoi”, che hanno spinto il dirigente giallorosso a spaccare la riunione di Lega prevista per l’assegnazione dei diritti televisivi 2021/24: la Roma è andata contro ogni scelta fatta dalle società coinvolte nella grottesca situazione, Napoli e Juventus in primis, votando l’opposto sia per quanto riguarda l’assegnazione del primo pacchetto, sia l’assegnazione dei diritti alle emittenti straniere.

Una Roma così battagliera, dopo il medioevo pallottiano, non si vedeva dai tempi di Franco Sensi, ultimo e forse unico presidente giallorosso a dichiarare apertamente guerra ai Galliani e ai Moggi dell’epoca: quella Roma, forse proprio per questo, raccolse molto meno di quanto potenzialmente meritava. Per questa bisognerà attendere il futuro prossimo, anche se le premesse non sono certo benauguranti.