Oggi Laurie Cunningham avrebbe compiuto 65 anni. L’attaccante inglese è deceduto nel 1989 a seguito di un incidente stradale. Reputato da molti il più grande talento britannico dopo George Best, Cunningham è diventato il primo inglese ad aver vestito la maglia del Real Madrid.

Dopo un lungo periodo di trattative, il Real Madrid ufficializzò il trasferimento di Cunningham il 1° luglio 1979, per una cifra record di 110 milioni di pesetas – così riportava un articolo di El País pubblicato all’epoca – rendendo Laurie il secondo calciatore di colore a vestire la camiseta blanca. Il primo fu il centrocampista brasiliano vincitore della Coppa del Mondo Waldry “Didi” Pereira.

La carriera di Cunningham con i Blancos iniziò in modo esplosivo. Nelle sue prime partite fu assolutamente devastante. I compagni affermavano che Laurie era così veloce che “faceva sembrare che gli altri calciatori andassero all’indietro”. Dopo il gol nel 3-1 al Valencia, l’inglese riuscì a ripetersi nella giornata successiva contro il Barcellona.

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Quell’annata, grazie anche agli 8 gol di Cunningham, le Merengues vinsero il titolo. Celebre la sua partita contro il Barcellona al ritorno, dove fece ammattire il terzino Rafael Zuviría.

Il Camp Nou rimase così colpito dalla prestazione dell’inglese che molti dei tifosi del Barça iniziarono ad applaudire. L’importanza di questo momento non va sottovalutata: un calciatore del Real Madrid che riceve un’ovazione a Barcellona non è un evento che accade tutte le settimane. È stata un’occasione emblematica nella storia del calcio. È probabilmente il riconoscimento più eloquente della capacità di Cunningham di intrattenere la folla con il suo immenso talento.

Nonostante prestazioni monstre e titoli, il calciatore cresciuto nel Leyton Orient si dimostrò piuttosto incostante. Nelle stagioni successive il ragazzo fu più attratto dalla movida che dal campo. Vicente Del Bosque affermò che Laurie non aveva la giusta mentalità per calcare certi palcoscenici.

Erano tempi folli e ricchi di passione nella capitale spagnola. L’avventura di Cunningham in Spagna coincise con la Movida Madrileña, un movimento “controculturale” che imperò nella capitale all’indomani della morte del dittatore generale Franco. Era caratterizzato da musica New Wave, balli, consumo di alcol, uso di droghe, libertà di espressione, sesso libero e discoteche.

Per un uomo che amava esprimersi attraverso la danza, deve essere stato difficile per Cunningham evitare di farsi coinvolgere dallo spirito di una città che stava reimparando ad esprimersi dopo 40 anni di regime. A detta di tutti, Cunningham era molto professionale e non beveva quasi mai nelle sue serate. Amava solo ballare.

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Nel 1981 avrebbe potuto vincere la Coppa Campioni contro il Liverpool. Il mitico Vujadin Boškov, all’epoca tecnico delle Merengues, riteneva che la semplice presenza del loro connazionale, potesse far tremare i Reds. Le condizioni fisiche dell’attaccante londinese erano tuttavia precarie e non riuscì a incidere. A vincere la coppa dalle grandi orecchie fu il Liverpool, che ebbe la meglio per 1-0 in quel di Parigi.

I problemi fisici non gli diedero tregua e Laurie continuò la sua carriera altrove. Giocò con le maglie di Marsiglia, Leicester, Rayo Vallecano, Charleroi e Wimbledon, prima di tornare a Madrid, sempre al Rayo. Mentre giocava nel Rayo Vallecano, il 15 luglio 1989, Laurie Cunningham fu coinvolto in un incidente stradale che mise fine alla sua vita.

Il periodo di Laurie al Real Madrid è stato agrodolce. Anche se ha vinto trofei, ricevuto ovazioni e abbattuto le barriere, i fastidiosi infortuni e la pressione dei media gli hanno impedito di diventare la superstar degna del suo indiscusso talento.