Tira aria nuova a Trigoria: quel bel ponentino tutto romano che rinfresca le estati, che pulisce il caldo e l’aria tossica, che refrigera quando si aprono le finestre e il sole declina.

Erano anni che quest’aria non si respirava nelle “segrete” del quartier generale di Piazzale Dino Viola, sede operativa della nuova Roma di Dan e Ryan Friedkin: era da tempo che le finestre venivano tenute chiuse.

Troppi i giocatori, nel passato recente, fuggiti o lasciati a tribolare ad un anno o meno dalla scadenza, senza un segnale né un piano ben preciso per riuscire a tenerli: contratti con clausole bassissime, giocatori svenduti perché arrivati ad un anno dalla scadenza e chi più ne ha più ne metta.

La nuova politica dei rinnovi in casa-Roma ha il sapore di freschezza, di novità, di politica ben definita da parte di una società che sta cercando di fare le cose per bene.

Il primo ad aver beneficiato di questa “nuova onda” è Roger Ibanez che ha rinnovato fino al 2025: un gioiello blindato a soli 22 anni è un evento che nella società giallorossa non avveniva da tempo.

La pulizia con cui è avvenuta la trattativa è stato un chiaro segnale del fatto che l’approssimazione non è più ammessa: Tiago Pinto ha agito con due incontri preliminari con i procuratori di Ibanez grazie a due conference call con il Brasile dove, causa pandemia, erano bloccati i procuratori del brasiliano, Bertolucci e Moraes.

Definito l’accordo intorno al milione e duecentomila euro più bonus fino al 2025, il nuovo GM giallorosso ha preteso una clausola di 80 milioni tondi tondi per evitare tentazioni al giocatore, mal di pancia improvvisi e offerte capestro alla Roma.

La clausola, novità introdotta da Tiago, è un segnale di rafforzamento della politica, un sistema… antifurto: se si vuole bussare alla porta per Ibanez, bisogna fare i conti con una base di partenza molto alta.

Il giocatore, voluto da Petrachi e fortemente valorizzato da Fonseca, è sembrato al settimo cielo

“Questo rinnovo ha un significato particolare per me. Ho lavorato molto per dimostrare di potermi meritare la maglia giallorossa. So di dover continuare a crescere e ho una certezza: darò tutto me stesso per la Roma nei prossimi anni. So di dover continuare a crescere. Fonseca mi ha aiutato tanto e dato molta fiducia negli allenamenti. Quando sono arrivato mi ha detto di fare quello che sapevo fare. Ho dato sempre il massimo e adesso gioco bene grazie a lui»

Il margine di crescita di Roger Ibanez è sconfinato e fa leva sull’essere molto forte fisicamente, veloce, attento in marcatura e con piedi brasiliani capaci di impostare.

Il tragico derby contro la Lazio ed altre prestazioni meno eclatanti hanno tuttavia evidenziato un’eccessiva sicurezza che può portare all’errore, qualche limite caratteriale nel sentire troppo le partite e qualche sbavatura nell’uno contro uno.

Insomma, nulla di irreversibile in un ventiduenne che ha tutta la vita calcistica davanti e gode della fiducia del suo allenatore, che ha già dimostrato di perdonargli qualche sbavatura a fronte di prestazioni di alto livello.