Juve-Inter non è stata una partita in cui esclusivamente gli errori delle punte nerazzurre hanno fatto gettare la qualificazione a Conte. C’è stata imprecisione in un paio di occasioni, le punte hanno le loro colpe, ma l’Inter si è persa negli ultimi metri.

Il 3-5-2 di Conte ha i suoi vantaggi. Il modulo è estremamente efficace quando l’avversario non si contrappone al meglio. Quando trovi invece una contendente cinica e organizzata difensivamente cambia tutto. Dimenticate la pessima Juve sconfitta 2-0 in campionato dai nerazzurri.

Pirlo ha rivisto l’assetto tattico e da un po’ ha trovato la quadra. Quando c’è da difendersi, Kulusevski funge da centrocampista aggiunto e l’esterno destro si accentra. Nel match di campionato mancava Cuadrado e la differenza con Frabotta è oceanica.

L’Inter ha sviluppato bene la manovra. Il 3-5-2 è collaudato. Nel primo tempo gli uomini di Conte hanno avuto il pallino e creato varie occasioni. La Juve ha ben difeso ma ha concesso con errori grossolani in uscita. Bentancur è stato eccellente in fase di interdizione, disastroso nelle transizioni. Come all’andata l’Inter non ha sfruttato questi errori.

La squadra nerazzurra ha comunque dimostrato di essere in forma. Le transizioni hanno ben funzionato. I cambi di gioco sono stati estremamente efficaci e Hakimi è stato innescato tantissime volte. L’Inter è mancata spesso nell’ultimo passaggio, nella scelta finale e negli inserimenti.

La Juve si è difesa con linee strettissime. Oltre a un grande Demiral, notevole è stata la prestazione dei due centrocampisti. I nerazzurri hanno trovato spazio a destra, con un Hakimi straordinario in fase di corsa. Quando però mettevano i palloni in mezzo, non riuscivano a sfondare. Eriksen ha alternato cose buone ad altre meno buone. Le punte, come detto, sono state molto poco precise. Dall’altra parte, CR7 ha sbagliato un gol mentre in un’altra occasione si è visto negare una rete capolavoro da un intervento di Handanovic.

La Juve è quindi in finale di Coppa Italia. In campionato sembra delinearsi una lotta a tre, con le tre grandi del nord. L’Inter ha il vantaggio di non avere le coppe, ma allo stato attuale non è possibile individuare una favorita.