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Alcune testate sono uscite con titoloni sensazionalistici, riportando che Ibra rischierebbe 10 giornate o una lunga squalifica a tempo a seguito delle parole rivolte a Lukaku.

Abbiamo parlato di questa bruttissima scena, condannando gli atteggiamenti di entrambi i calciatori. E su questo, naturalmente, non ci piove.

La Procura della FIGC sta per aprire un’indagine per appurare i fatti. Dal referto dell’arbitro Valeri non è emerso nulla di particolarmente grave, pertanto il Giudice Sportivo ha confermato la giornata di squalifica per i due, a seguito dei rispettivi cartellini.

L’indagine della Procura verte invece sugli insulti proferiti tra i due, il che può portare a un deferimento. Secondo quanto riportato da altre testate, a rischiare maggiormente sarebbe Ibra per due motivi. In primo luogo, le frasi di Lukaku non sarebbero chiare e si baserebbero su testimonianze, mentre quelle di Ibra sarebbero inequivocabili. In secondo luogo Ibra rischierebbe di essere accusato di comportamento discriminatorio per il riferimento ai riti voodoo, considerando che il belga ha origini africane.

Eppure, quest’ultima eventualità sembra fantascientifica. Abbiamo chiaramente riportato tutto al condizionale, in quanto è un discorso senza alcun fondamento. Per configurarsi una discriminazione, deve essere chiaro il riferimento razzista.

Qualche anno fa, De Rossi si rese protagonista di offese razziste nei confronti di Mandzukic, offese sfuggite al referto del direttore di gara. La FIGC non intraprese alcuna azione, in quanto “non c’era condotta violenta e l’insulto è di competenza dell’arbitro”. Qualche anno prima, nel 2007, De Rossi proferì insulti razzisti nei confronti di Abidal in un match di Champions League tra Roma e Lione. Anche in quel caso, visto che l’insulto non figurava nel referto dell’arbitro, l’organo competente non comminò alcuna squalifica.

Visto questo precedente in ambito nazionale, con il referto dell’arbitro che “fece fede”, è impensabile una squalifica di Ibra o di Lukaku. D’altronde le offese di stampo razzista da parte di De Rossi furono appurate e inequivocabili, mentre la discriminazione nelle parole di Ibra è opinabile.