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Gigi Buffon è un personaggio che spacca l’opinione pubblica, sia come portiere sia come uomo. Un personaggio e un portiere tremendamente umano.

Gigi Buffon l’essenza del tipico fuoriclasse fenomenale tra i pali. A livello tecnico, l’estremo difensore della Juve probabilmente non ha eguali nella storia.

Dietro al Buffon fuoriclasse si cela un uomo non privo di debolezze, fragilità momenti difficili, tanti errori ma anche tanti gesti straordinari. Un tipo di fragilità del tutto diversa rispetto a quella mostrata da Diego Armando Maradona, ma variegata e tangibile in molti aspetti. Gigi Buffon viaggia con una valigia piena di sogni, conflitti, rimpianti, gioie, fragilità e paure. Un vero e proprio tourbillon di emozioni quello che ha attraversato la sua carriera. Come il periodo più buio della sua vita, quello legato alla depressione, problema che ha attanagliato altri fuoriclasse di questo gioco, tra cui Andres Iniesta.

Viene additato superficialmente come persona falsa, ma è un uomo impulsivo, impetuoso, istintivo, che cambia idea, approccio e filosofia. Gigi Buffon è quello del “boia chi molla”, del falso diploma, dei tradimenti, delle bestemmie, etc, secondo i suoi tanti detrattori. Ma Gigi Buffon è anche il volontario che ha passato l’estate in Africa per aiutare la comunità locale a costruire un pozzo, colui che ha fatto il servizio civile in una comunità di tossicodipendenti, colui che si fa in quattro per aiutare gli altri e che si rende protagonista di continue opere di beneficenza.

Tutti fatti emblematici di un uomo eccessivamente impulsivo, come da lui stesso riconosciuto a più riprese, sempre alla ricerca di sé stesso, autenico e più umano che mai. Con tutti i suoi sbagli e le sue tante virtù, quantomai umano anche in fatti discutibili ed esilaranti come l’intervista post Real-Juve in cui invitò l’arbitro a rimanere a casa con moglie e figli a mangiare patatine e fruttini.

Gigi è fatto così, con l’età sarà cambiato e maturato ma non perderà mai quella spontaneità che ne ha contraddistinto azioni e gesti, quell’istinto che ne ha caratterizzato la vita dentro e fuori dal campo.

 «Quando smetterò mi porterò dietro la certezza che nulla è mai scontato e niente è impossibile nella vita. I sogni sono la cosa più bella del mondo se ci metti passione e voglia di soffrire. E se uno rinasce dopo una sconfitta, ci sono squarci di vita e di sole ancora più belli».