Martedì è andato in scena il pesante alterco tra Ibra e Lukaku in occasione del derby di Milano. Le parole dei due calciatori sono state ricostruite e sono diventate di dominio pubblico.

Sono cose di campo e i calciatori non passeranno ai fatti? Certo che sì. L’episodio ha innescato una pletora di moralisti ad inneggiare pene severissime nei confronti dei due calciatori. Nel referto del direttore di gara Paolo Valeri non sono stati naturalmente inseriti gli insulti resi noti in seguito. Sulla base di tale referto, pertanto, non è prevista una squalifica ulteriore a quella che scatterà per i due a causa dei gialli (uno per Lukaku, due per Ibra durante la stessa partita).

La posizione dei due calciatori è comunque differente. Ibra ha provocato, ha messo il dito nella piaga e Lukaku è stato ingenuo a reagire in quel modo alla provocazione. Il belga, solitamente calciatore tranquillissimo, sembrava fuori di sé. Dalla sua bocca è uscito praticamente di tutto.

L’episodio è poi rientrato, stante quanto asserito da alcuni calciatori delle due compagini. Nel secondo tempo, dopo la deflagrazione nei minuti finali della prima frazione di gioco, tutto è evaporato e non c’è stato alcun contatto tra i due.

Fatto sta che né Ibra né Lukaku si sono scusati, pertanto non hanno messo acqua su fuoco. Nessuno di noi vuole ergersi a moralista, ma l’atteggiamento dei due giganti di Inter e Milan ha trasceso ogni limite. Le parole di Ibra sono state inopportune e pesanti, la reazione di Lukaku è stata scomposta e incontrollata, soprattutto in alcune parole.

In questo episodio non c’è stato razzismo, come poi appurato, che è l’elemento più vomitevole e squallido che possa manifestarsi in campo e sugli spalti. Di atteggiamenti razzisti (recidivi) si è reso protagonista qualche calciatore di grande spessore. Non è stato il caso di Ibra, ma tutto questo alterco è stato oggettivamente brutto. L’esempio più fulgido delle classiche “cose da campo” è una rissa dopo un brutto intervento falloso. Qua non c’è stato alcuno scontro fisico precedente a questa brutta scena.

Venendo al discorso del cattivo esempio ai giovani, un classico litigio, con spintoni e qualche parolaccia, non può certo essere tale. Di quelli che se ne vedono almeno una volta a giornata di Serie A, intendiamo. Ibra e Lukaku hanno tuttavia trasceso. I due hanno oltrepassato abbondantemente la linea di demarcazione, neanche tanto sottile, tra “cose di campo” e atteggiamento smodato e totalmente fuori luogo.

Proprio perché aborriamo ergerci a moralisti, evitiamo la classica caccia alle streghe chiedendo chissà quanti mesi di squalifica. Sicuramente si è trattato di un episodio che non vorremmo vedere mai più. Ci auspichiamo che nel prossimo derby Ibra e Lukaku si stringano la mano.