Chi scrive è un grandissimo estimatore dell’Andrea Pirlo calciatore, che reputa tra i migliori centrocampisti di tutti i tempi. Il sottoscritto non è stato affatto convinto della nomina di Pirlo come tecnico della Juve, proprio alla luce del fatto che non aveva accumulato alcuna esperienza diretta da allenatore.

Avendo avuto la possibilità di leggere e commentare la sua tesi e di analizzare molte partite, non sottovaluto la schiera di professionisti che ha al suo fianco. La presenza di Antonio Gagliardi, mago delle videoanalisi e assistente del tecnico, è un’assoluta garanzia.

I risultati sono stati altalenanti. La Juve è stata una giostra. Abbiamo assistito a tante cose negative, ma anche a dei miglioramenti evidenti, condizionati da passi indietro repentini, e rapide risalite. La mancanza di preparazione dovuta al lockdown primaverile e alla necessità di concludere la scorsa stagione ad agosto è una giustificazione parziale a questa incostanza di risultati.

Pirlo sta facendo esperienza e sta sperimentando ai massimi livelli. In molti storcono il naso, in primis in virtù del fatto che questa è la stagione in cui la Juve è chiamata a vincere il decimo scudetto consecutivo. Dopo una risalita, i bianconeri sono inciampati su una buccia di banana, perdendo malamente contro l’Inter.

La tattica di Pirlo è stata folle e fallimentare. I bianconeri hanno lasciato centrocampo e half-spaces all’Inter, consegnandosi alla squadra di Conte. Quel Conte che ha evidenziato chiari limiti di gioco, ma che propone un 3-5-2 che, con tutti gli interpreti, risulta essere un modulo estremamente quadrato e solido. Pirlo ha lasciato Bentancur e Rabiot in balia dei centrocampisti avversari e i centrali sono stati esposti a troppi uno contro uno con le punte nerazzurre. Con questo scacchiere tattico, è venuto da sé che i rifornimenti alle punte non arrivassero.

Eppure Andrea Pirlo ha imparato dai suoi errori. Tutto ciò fermo restando che il recupero di Cuadrado è stato manna dal cielo. Il colombiano, esplosivo e tecnico, ha consentito di poter esprimere un gioco ben diverso. La differenza è consistita, tuttavia, nel reparto nevralgico. Se Pirlo avesse perseverato con il modulo visto a San Siro, i due centrocampisti sarebbero stati in balia di Zielinski e dei movimenti di Insigne.

Al contrario, il tecnico lombardo ha rivoluzionato il reparto nevralgico. Pirlo si è finalmente affidato ad Arthur, regista dai sapienti piedi, con ai suoi lati Bentancur e McKennie, due calciatori di gamba e fosforo. Rinunciando a Morata (non in perfette condizioni), il tecnico ha optato per Kulusevski, che ha fatto la spola tra centrocampo e attacco. Lo svedese, con i tuoi movimenti continui e la sua forza esplosiva, ha scombussolato e sollecitato un Napoli comunque ben messo in campo.

Gli azzurri sono inferiori ai bianconeri come rosa, ma in campionato le due squadre stanno andando a braccetto. Entrambe hanno avuto problemi di infortuni e covid. Naturalmente il recupero di Cuadrado ha facilitato la fase difensiva, quella di transizione e i rientri. Ma il tecnico della Juve ha vinto la partita grazie alla disposizione a centrocampo. D’altronde, lo stesso Rabiot, criticatissimo domenica, ha fatto il suo onesto lavoro ieri, una volta entrato in campo. Il francese va in difficoltà se costretto a coprire una vasta porzione di campo e se non aiutato, non essendo un fulmine di guerra.

Per i bianconeri ci sono enormi rimpianti causati dal tempo necessitato per trovare questo assetto e andare a regime. Il distacco dal Milan, nonostante la vittoria nello scontro diretto, è ampio. Non è irrecuperabile, ma i bianconeri possono permettersi ben pochi passi falsi. Se non ci saranno altri inconvenienti seri in termini di covid e infortuni, il tecnico andrà avanti con un atteggiamento tattico molto simile a quello mostrato ieri. De Ligt consentirà alla squadra di giocare alta e affrontare avversari anche a campo aperto.

Il gioco di Pirlo è work in progress, ma in Europa le squadre si attaccano senza grandi complimenti. Giocare a viso aperto può essere decisamente un vantaggio quando si affronteranno certe partite. Proprio la Champions può essere la chiave di volta per la riconferma. Essendo uno degli elementi di questo nuovo progetto, è pleonastico affermare che il tecnico bresciano non possa essere tenuto a vincere la Champions. La Vecchia Signora, tuttavia, non giocherà meramente per partecipare. Intanto ieri è arrivato il primo trofeo da allenatore. Un trofeo che molti stanno banalizzando e sminuendo, parlando di “coppa poco importante” o dando demeriti al Napoli.

Se Pirlo non ripeterà mai più partite come quella di San Siro, la strada verso nuove importanti soddisfazioni e verso la riconferma sarà tracciata.