fiorentina covid

“Life goes on” cantava Tupac, in una canzone postuma alla sua morte in cui narrava il disincanto di vedere tante vittime della strada quasi con abitudine, mentre le vita in fondo andava sempre avanti.

“Show must go on” cantavano i Queen e Freddie Mercury con il cuore spezzato per una malattia all’epoca incurabile che sapeva lo avrebbe portato alla morte in breve tempo.

“Soccer goes on” si potrebbe cantare oggi, unica industria che anche se fortemente danneggiata, è andata avanti: a botta di un tampone ogni tre giorni, di microfocolai, di partite sospese e partite vinte a tavolino per mancanza di avversari.

Parliamoci chiaro: il calcio del 2020 non è stato calcio, perché uno spettacolo senza pubblico è come recitare a teatro senza ricevere l’applauso, la richiesta di bis. Non c’è gratificazione per gli interpreti, non c’è appeal televisivo, ci sono solo ventidue giocatori che danno calci ad un pallone come nei campi di periferia nei tornei amatoriali.

La soluzione delle porte chiuse ha permesso di proseguire uno “spettacolo” spettrale.

Tutti sanno che il calcio è andato avanti per inerzia, caricatura di se stesso, non per alleggerire una situazione drammatica come è stato detto, ma semplicemente perché il movimento sarebbe fallito, senza se e senza ma.

Come sono fallite del resto tante attività, dai bar ai ristoranti, agli alberghi, nello spettrale quadro che quest’anno maledetto si è portato dietro: chi non ha subìto direttamente il Covid, ne ha subito certamente i “danni collaterali”.

Il calcio fa finta di avere le spalle larghe, ma i conti sono sempre più in rosso e le previsioni non sono di certo rosee per l’anno a venire.

Per rispondere a cosa ne sarà di noi, del nostro modo di vivere ed infine anche del calcio, ci vorrebbe un’invenzione di Maradona, la sveltezza di un Paolo Rossi ma, forse ancor di più, il sorrisone dissacrante e a mezza bocca con il quale Gigi Proietti dribblava le domande scomode: quell’accenno di sorriso rassicurante tutto romano che ti faceva capire tutto o niente.

Purtroppo loro, come tanti altri in quest’anno maledetto che ha fatto registrare il più alto numero di morti in Italia dal 1944, non ci sono più e le risposte latitano. Bisognerà aspettare, attraversare anche il prossimo anno giorno per giorno, attimo per attimo, respiro dopo respiro.

Del resto… “Little darling, it’s been a long cold lonely winter, it seems like years since it’s been here. Here comes the sun” – come cantavano i Beatles prima o poi arriva il sole, anche dopo il più buio e freddo inverno da tanto tempo a questa parte.