Ci stiamo lasciando alle spalle questo maledettissimo 2020. A livello mondiale stiamo tutti lottando contro una pandemia. Le competizioni calcistiche sono state sospese per qualche mese, per poi riprendere quasi prevalentemente senza pubblico.

Ad esacerbare quest’incubo si sono messe le morti di alcuni calciatori celebri. Il 25 novembre è deceduto Diego Armando Maradona. Eloquente la copertina de L’Equipe:

Un vuoto incolmabile per miliardi di persone, che hanno amato uno dei calciatori più forti e leggendari di tutti i tempi, se non il più forte.

Un paio di settimane dopo, il 9 dicembre, se ne è andato Paolo Rossi, il Pablito nazionale. Colui che ha lasciato ricordi indelebili nei cuori azzurri, grazie al Mondiale di Spagna ’82. Si ricordano la tripletta contro il Brasile e le reti contro Germania e Polonia. Anche Rossi ci ha lasciati troppo presto.

Poco dopo Maradona, esattamente il 29 marzo, si è invece spento Papa Bouba Diop, indimenticato protagonista della vittoria del Senegal contro la Francia ai Mondiali 2002. Il senegalese si è spento a 42 anni a seguito di un tumore. Ha raggiunto Bruno Metsu, tecnico di quella squadra che strabiliò il mondo.

Il primo grande calciatore a lasciare questa vita terrena nel 2020 è stato Pietro Anastasi, ex di Juve e Inter, morto il 17 gennaio a seguito di un tumore anche lui.

Per le conseguenze dell’ictus che lo aveva colpito l’anno prima, il 22 maggio è deceduto Gigi Simoni, ex calciatore di Mantova, Napoli, Torino, Juve, Brescia e Genoa, nonché il tecnico dell’Inter di Ronaldo.

Nel giro di tre giorni, se ne sono andati Mariolino Corso (20 giugno) e Pierino Prati (22 giugno), due che hanno vinto tutto con le maglie delle milanesi. Il Paradiso ha accolto una foglia morta e un bomber implacabile. Corso ci ha lasciati a 79 anni, Prati a 73.

L’8 dicembre è scomparso Alejandro Sabella, ex nazionale argentino, a soli 66 anni. Grandissimo talento, ha avuto la sfortuna di capitare negli anni del D10S. E tra i due c’è stato un incrocio di destini. A causa di problemi con le commissioni degli agenti, saltò il trasferimento di Maradona allo Sheffield United nel lontano 1978. Gli inglesi ripiegarono su Sabella, gran bel trequartista, ma Diego era un’altra cosa…

Alejandro Sabella nello spogliatoio dello Sheffield