“Le Asl possono fermare una partita”. Questo il titolo provocatorio che La Stampa utilizza dopo la scelta del Collegio di garanzia del Coni di rigiocare Juventus-Napoli. La Federcalcio non si è costituita lasciando la parola ai soli legali azzurri e al presidente De Laurentiis, ma anche alla Procura Generale dello sport che ha puntato l’indice sulle motivazioni della Corte di secondo grado della stessa FIGC bollandole come “un passo più lungo della gamba”. Si crea però un pericoloso precedente con il protocollo sulla siccurezze che viene strattonato. Cosa accadrà se un club che non puo più giocarsi il jolly del rinvio per colpa di almeno 10 positività in squadra si rivolge all’autorità sanitaria territoriale e questa blocca trasferta o partita? Forse sarebbe stato il caso che la FIGC presenziasse in un procedimento che accoglie il ricorso ed assolve un club che, riscontrati due casi di contagio, si è rivolto alla Asl e al vice capo del gabinetto della regione e, poi, aveva disdetto aereo e appuntamento con tamponi programmati nel giorno della partita a Torino.