Vedendo questo match tra Juve e Fiorentina sembra di essere tornati a 10-11 stagioni fa, quando Prandelli portava i Viola in Champions e la Juve annaspava.

Invece è maturato un 3-0 per gli ospiti in un contesto in cui la Fiorentina era in crisi e i bianconeri sembravano lanciatissimi. Il 4-0 di Parma aveva fatto sollevare facili proclami, con tanto di ode al Maestro Pirlo. I Viola dovevano essere la vittima sacrificale, ma così non è stato.

Sarebbe assurdo giustificare questo risultato con lo shock per la sentenza del CONI su Juve-Napoli e per l’assenza di Rabiot. Così come sarebbe assurdo parlare di gara indirizzata dal rosso a Cuadrado. Un’espulsione comminata, tra l’altro, dopo che la Fiorentina era già passata in vantaggio. E gli uomini di Prandelli sono arrivati a condurre il gioco dopo pochi minuti a seguito di un disastro difensivo della Juve.

Non ci sono alibi per i bianconeri. Addurre la sconfitta alla deconcentrazione per la sentenza del CONI o al rosso a Cuadrado significherebbe non mettere in luce problemi evidenti e oggettivi che si sono visti. Pur facendo possesso, i bianconeri hanno attaccato in maniera disordinatissima, non riuscendo mai a scardinare con il gioco le due linee allestite da Prandelli. Ribery, 37 anni, ha fatto il bello e il cattivo tempo, soprattutto nella prima frazione di gioco.

Dopo 13 partite, Pirlo ha 11 punti in meno rispetto a Sarri, non ha mai vinto contro le big e ha il secondo peggior attacco tra le prime sette, nonostante la presenza di CR7. Chiaro che il calcio post-lockdown è pazzo e che i momenti di flessione ci saranno per tutte. Chiaro che oggi c’è stato un episodio importante. Ma non si può certo giustificare un 3-0 simile.

A prescindere dalla decisione di La Penna, chi si appella all’arbitraggio per la figuraccia di oggi non guarda al problema. La Juve ha chiesto due rigori, che avrebbero potuto rimetterla in carreggiata, ma questi episodi sono arrivati da errori individuali dei giocatori viola. Il gioco e la compattezza hanno assolutamente latitato.

Discorso diverso per la Fiorentina. Da vedere se è una rondine che fa primavera. Prandelli l’ha studiata nei minimi dettagli e l’interpretazione tattica è stata eccellente. I rischi sono arrivati esclusivamente per errori individuali, come nel caso degli episodi in area contestati. Il tecnico di Orzinuovi ha raccolto un’eredità molto difficile, lasciata da Iachini, e ha bisogno di tempo. La squadra può arrivare tranquillamente a centro classifica e la rosa merita ben altre posizioni.

I Viola sono stati compatti e attenti, giocando un ottimo match di contenimento e sfruttando il contropiede. Nei contrattacchi qualche scelta individuale è stata sbagliata, poi ci ha pensato Bonucci ha facilitare il compito. Partita dopo partita, i Viola stanno recuperando Vlahovic, elemento molto interessante e dall’enorme potenziale. Oggi inizia il campionato della Fiorentina. Per la Juve, ancora una volta, a un passo avanti segue un passo indietro. E ribadiamo che non si può giustificare il tutto con calcio post-covid, episodi, reclami arbitrali, shock della sentenza o errori individuali.